ICT e PA, promuovere le opportunità di sviluppo

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Lo scorso martedì la Commissione Consiliare Speciale Progetto Smart City in seduta congiunta alla I Commissione Consiliare Permanente ha incontrato il CSI Piemonte, CSP, Torino Wireless e Top-IX per aprire una riflessione sullo stato attuale e sulle prospettive dell’ICT torinese.

L’area metropolitana di Torino è molto attenta alle tematiche digitali, una vitalità del territorio che è importante preservare. Durante l’incontro è stata evidenziata una realtà locale con una pluralità di soggetti coinvolti e attivi. In una situazione oggettiva di difficoltà creata anche dalle limitate risorse a disposizione, evidente anche dallo stato di cassa integrazione del CSP, occorre cercare di trovare le risposte adeguate per continuare ad alimentare questo ecosistema.

Tra i temi sottolineati, la stretta connessione tra agenda digitale e Pubblica Amministrazione. “Dove l’agenda digitale si evolve, anche la PA si evolve – ha detto il Presidente della Commissione Smart City, Marco Muzzarelli – Spesso ci sono grandi occasioni, ma c’è anche una grande lentezza da parte della PA a cogliere queste opportunità di sviluppo. Dobbiamo allora interrogarci sulle modalità per dare più rapidità alle azioni della P.A. in un mondo che si muove molto rapidamente, si aprono e chiudono grandi aziende in meno di dieci anni. Troppo spesso, inoltre, si è parlato di razionalizzazione come fine ultimo della nostra azione e non come strumento di azione: così le ICT non sono il fine ultimo delle nostre azioni, ma possono diventare il nostro strumento per implementare, agendo in modo differente, le politiche sociali”.

La Commissione Speciale Smart City proseguirà le riflessioni aperte sul tema. Al termine della seduta di Commissione, il Presidente Marco Muzzarelli ha anticipato due proposte che potranno essere presentate in Consiglio Comunale: ragionando in termini territoriali di Città metropolitana, anche considerando la grande attenzione e sensibilità dell’area sui temi dell’ICT, la banda larga che potrebbe essere uno degli elementi per facilitare l’ecosistema ICT. La seconda proposta è quella di realizzare un’agenda digitale a livello di Città metropolitana, uno strumento che potrebbe essere utile anche nell’ottica di facilitare azioni in ambito sociale.

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Progetto Smart City, ricostituita la Commissione

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Il Consiglio comunale con voto unanime ha approvato ieri pomeriggio la ricostituzione della Commissione consiliare speciale “Progetto Smart City” che aveva concluso i propri lavori nel luglio scorso.

La Commissione, istituita per la prima volta il 28 maggio 2014, ha il compito di svolgere una ricerca conoscitiva sulle “prestazioni” della Città di Torino “per ciò che riguarda gli indicatori utilizzati dall’osservatorio sulle Smart Cities dell’ANCI, in particolare su economia, ambiente, governance, qualità della vita, mobilità e capitale sociale”.

La Commissione è composta da nove Consiglieri Comunali: ne fanno parte, per il Gruppo Consiliare Partito Democratico, i Consiglieri Marco Muzzarelli (che ricopre la carica di Presidente), Vincenzo Laterza e Fosca Nomis.

“Daremo continuità al lavoro svolto dalla precedente Commissione Smart City, integrando le attività dei diversi assessorati – ha detto il Presidente Marco Muzzarelli – Proseguiremo così le nostre riflessioni in tema di amministrazione trasparente, incrementando ulteriormente lo sviluppo degli open data, del sistema wi-fi e del software libero, nell’ottica di ripensare alla nostra città in modo differente e sviluppando insieme l’idea che abbiamo di smart city. Come ricordato nella Relazione conclusiva della precedente Commissione, Torino ha sempre dimostrato talento nel creare innovazione, è sempre stata città laboratorio e detiene specificità di competenze tecnologiche. La grande sfida è, quindi, creare innovazione su progetti territoriali in cui il Comune può essere parte anche attraverso la messa a disposizione di spazi fisici e strutture dove realizzare i progetti stessi”.

Open Government e Open Source nella gestione del sistema informativo della Città

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È stata approvata all’unanimità nel corso della seduta del Consiglio Comunale di questo pomeriggio la mozione “Adozione da parte del Comune di Torino di un paradigma di open government e open source nella gestione del SIC – Sistema Informativo della Città e implementazione degli open data come elementi caratterizzanti dell’agenda digitale di Torino” proposta dal Gruppo Consiliare del PD, sottoscritta da tutti i Consiglieri componenti della I Commissione Consiliare e della Commissione Speciale Smart City e anche da molti Consiglieri di Minoranza.

L’oggetto della mozione rientra in un percorso già avviato dall’Amministrazione; in due precedenti mozioni proposte dal Gruppo Consiliare del PD era stato infatti chiesto al Sindaco e alla Giunta l’impegno a definire un percorso per portare l’Amministrazione di Torino e le sue aziende partecipate a rendere disponibili, fruibili e liberamente riutilizzabili tutti i dati non coperti da privacy o altri vincoli di legge, inclusi quelli relativi al bilancio.

La mozione approvata questo pomeriggio impegna il Sindaco e la Giunta a:

  • incrementare ulteriormente lo sviluppo degli open data cogliendo anche l’occasione dei Grandi Eventi in città come occasione di studio e di approfondimento delle modalità di funzionamento dei servizi pubblici della Città;
  • dare mandato alle aziende partecipate del Comune di Torino di avviare le azioni necessarie per l’apertura dei dati in loro possesso, con particolare attenzione alle aziende che si occupano della mobilità metropolitana;
  • avviare rapidamente la migrazione dei sistemi comunali verso l’utilizzo di software libero, utilizzando il software proprietario solo laddove non esistano soluzioni aperte equivalenti, con un percorso che accompagni lo sviluppo delle competenze necessarie da parte del personale del Comune;
  • promuovere presso le altre pubbliche amministrazioni l’adozione di soluzioni basate su software libero, anche attraverso la cooperazione su progetti di sviluppo condivisi;
  • coinvolgere il Digital Champion di Torino come supporto e confronto sulle tematiche relative all’ambito digitale, come emerso in occasione dell’audizione in Commissione Smart City.

L’utilizzo e la messa a disposizione di dati in formato aperto risulta essere fondamentale nella prospettiva di un’Amministrazione sempre più trasparente e aperta nella quale la partecipazione dei cittadini viene favorita anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie.

Sharing Economy: continua la riflessione sulle nuove opportunità di lavoro

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Si è svolto ieri pomeriggio durante la seduta della III Commissione Consiliare – Lavoro, Commercio e Artigianato, Formazione Professionale (presidente: Giovanni Ventura) il secondo incontro sul tema della “sharing economy”, o “economia della condivisione”.

Il professor Franco Becchis, direttore scientifico della Turin School of Local Regulation, ha spiegato innanzitutto nel corso della Commissione la differenza, dal punto di vista economico, tra l’ “economia della condivisione” e l’ “economia degli asset dormienti”.

“Oggi si continua a fare un uso improprio dell’espressione “sharing economy”, ma in economia dobbiamo tenerla distinta da quella che possiamo definire come ““economia degli asset dormienti” – ha detto il professor Franco Becchis – in quest’ultimo caso, chi possiede un asset dormiente, come una stanza di un appartamento, decide di metterlo sul mercato traendone un profitto, nel caso della “sharing economy”, invece, il proprietario decide di condividere con altre persone un bene o un servizio che avrebbe comunque utilizzato”.

La rivoluzione tecnologica è stata tra gli aspetti evidenziati nel corso della discussione: oggi, infatti, la tecnologia rende possibile l’incontro tra la domanda e l’offerta di beni e servizi riducendo i tempi di ricerca e i costi che dovevano essere invece sostenuti in passato.

“I costi di transazione che un tempo si sostenevano sono stati distrutti – ha spiegato il professor Becchis – Oggi la tecnologia rende possibile l’incontro a costo zero tra la domanda e l’offerta degli asset dormienti, mettendo in comunicazione due mari che in passato restavano separati da una enorme diga”.

“Quando gli “asset dormienti” si svegliano, si crea lavoro – ha continuato il professor Becchis – se l’Amministrazione intende implementare le azioni per favorire l’occupazione, è importante che siano create a livello locale le opportunità per sostenere questi nuovi processi”.

La riflessione sulle opportunità offerte in questo nuovo contesto continuerà in Commissione Consiliare; per approfondire il tema sarà invitato anche chi ha già realizzato un’esperienza di sharing economy sul territorio. In chiusura della seduta, il consigliere Marco Muzzarelli ha proposto l’audizione di Airbnb (portale online che mette in contatto domanda e offerta di alloggi e camere da affittare) per analizzare anche la situazione torinese in un periodo di intenso flusso turistico come quello previsto durante l’Ostensione della Sindone.

“Se la sharing economy è davvero in grado di creare nuove opportunità di lavoro – ha detto il consigliere Marco Muzzarelli – sarà opportuno riflettere sulla situazione specifica del nostro territorio e su come potrà intervenire l’Amministrazione per favorire questi nuovi processi emergenti. Proprio per questo potrà essere interessante invitare in Commissione chi ha già realizzato una tale esperienza a Torino; penso, ad esempio ad “Airbnb”: questo caso potrà esserci utile per comprendere le dinamiche dell’economia della condivisione nel settore turistico proprio in un momento di grande presenza turistica in città, come quello dell’Ostensione della Sindone”.

Sharing Economy: perché realizzare una città della condivisione?

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L’economia della condivisione, “sharing economy”, è stato il tema trattato durante la seduta della III Commissione Consiliare – Lavoro, Commercio e Artigianato, Formazione Professionale (Presidente Gianni Ventura) che si è svolta ieri pomeriggio a Palazzo Civico alla presenza anche degli assessori Enzo Lavolta e Claudio Lubatti.

Nel corso della Commissione sono intervenuti Lorenzo Brambille, co-fondatore di Collaboriamo.org e di Sharitaly e Marta Mainieri, autrice del libro “Collaboriamo! Come i social media ci aiutano a lavorare e a vivere bene in tempo di crisi”.

“La sharing economy è un nuovo tipo di economia che valorizza le risorse esistenti – ha affermato Lorenzo Brambille – cercando di fare il massimo utilizzo di ogni bene. Ne derivano tre principali benefici: economici, ambientali e sociali. Secondo i dati di questo autunno, oggi in Italia abbiamo 138 startup attive, con un trend in crescita”.

“Perché realizzare una città della condivisione?” : a questa domanda ha cercato di dare una risposta Marta Mainieri, portando come esempio alcuni casi. I benefici, come già ricordato da Lorenzo Brambille, sono molteplici e vanno dalla realizzazione di nuovi servizi alla creazione di nuove opportunità di lavoro, dalla possibilità di liberare la creatività delle persone, allo sviluppo dell’innovazione, senza dimenticare un importante aspetto sociale: favorire l’inclusione.

Secondo il sindaco di Seoul, Park Won-soon, “domanda di assistenza sociale, problemi ambientali e la mancanza di posti di lavoro sono in aumento, ma è dura rispondere a queste esigenze a causa del budget limitato e della mancanza di risorse. La continua urbanizzazione ha fatto perdere il senso di spirito comunitario e il consumo eccessivo ha provocato l’esaurimento delle risorse e inquinamento. Seoul vuole provare a risolvere i problemi economici, sociali e ambientali con un nuovo modo, la condivisione”.

Lo scorso novembre la Città di Milano ha indetto una consultazione pubblica per definire le linee di indirizzo sulla sharing economy e a dicembre la Giunta Comunale ha approvato la deliberazione sulla Sharing Economy con l’obiettivo di trasformare la città “in una vera Sharing City”.

“Fare dei ragionamenti su questi argomenti significa essere aperti all’innovazione – ha detto il Consigliere Marco Muzzarelli – oggi si stanno creando nuove opportunità intorno alla sharing economy; il consumo collaborativo è reso possibile dalla tecnologia che facilita i contatti tra le persone che possono così mettere a disposizione l’eccesso di beni. Queste iniziative possono offrire opportunità di innovazione anche per la nostra città”.

“Che cosa può fare Torino in tema di sharing economy?”. Secondo Lorenzo Brambille e Marta Mainieri dovrebbero essere creati innanzitutto strumenti di governance capaci di definire una strategia, implementarla e connetterla a livello nazionale e internazionale. “Partendo dall’esistente, occorrerebbe mappare che cosa è già presente, cosa manca, identificare gli interlocutori, ascoltarli e capirne le esigenze – hanno spiegato Brambille e Mainieri – sostenere le piattaforme digitali, ma anche i progetti offline attraverso un piano di investimenti e di formazione; facilitare la creazione di nuovi servizi; connettere i progetti con gli interlocutori tradizionali (aziende, enti non profit) per favorire la contaminazione; connettere i progetti con interlocutori nazionali e internazionali. Regolare è importante, ma senza “soffocare”.

Ci sono inoltre altri due aspetti da tenere in considerazione: la formazione e la comunicazione. “È fondamentale formare gli operatori tradizionali, le imprese del non profit, gli operatori delle pubbliche amministrazioni, i giovani, i cittadini sulle opportunità offerte dalla sharing economy con linguaggi e format differenti. Infine, si può favorire l’intero processo con una campagna di comunicazione capace di trasferire i valori della collaborazione e di mostrare l’impegno dell’amministrazione nel promuoverli. Pensare a fiere, eventi, mostre sul tema della collaborazione anche promossi dai cittadini”.

“Dobbiamo interrogarci sul modo in cui pensiamo di rispondere ai bisogni di una società che cambia e che mette sempre più in campo beni relazionabili non misurabili – ha detto il Consigliere Guido Alunno – l’economia collaborativa può rispondere a bisogni sociali oltre che a quelli economici. Facciamo un ragionamento culturale: il mondo sta andando in quella direzione; oggi la tecnologia ci permette di essere nel mondo e di diventare soggetti economicamente rilevanti e in grado di porsi in concorrenza con altri. Se davvero la qualità della vita in città può essere elevata senza la necessità di comprare beni e servizi, allora l’Amministrazione deve attivarsi per gestire questi nuovi processi”.

“Dobbiamo riflettere sulla trasformazione del ruolo dell’Amministratore che è passato da erogatore di servizi a facilitatore e regolatore di servizi – ha detto in conclusione il Consigliere Marco Muzzarelli – la sharing economy può favorire la creazione di un ecosistema all’interno del quale realizzare nuove opportunità di occupazione e di innovazione”.