Nomis e Muzzarelli (PD): Sei proposte per l’ecosistema Start Up

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I Consiglieri Muzzarelli e Nomis con il Sindaco Fassino durante l’incontro con le Start Up torinesi

Sei proposte per promuovere l’ecosistema torinese delle Start Up, per dare ossigeno e fiducia a un’intera generazione di nuovi imprenditori che stanno trasformando il tessuto economico e sociale di Torino.

Le proposte dei Consiglieri Fosca Nomis e Marco Muzzarelli, elaborate nel corso di una serie di incontri e confronti nei mesi scorsi, sono state condivise dalle imprese e dal Sindaco Piero Fassino, in occasione dell’incontro che i Consiglieri hanno organizzato il 12 aprile a Rinascimenti Sociali, in una sala tutta esaurita, per presentare una decina di Start Up e far conoscere il prezioso lavoro svolto dagli acceleratori e dagli incubatori torinesi.

“Le sei proposte per favorire la nascita e lo sviluppo di Start Up torinesi – spiega Fosca Nomis – si collocano nel percorso di trasformazione avviato negli ultimi anni a Torino. Qui, grazie al nostro vissuto industriale, c’è un terreno fertile per l’innovazione e l’avanguardia. Qui sono nate eccellenze italiane (cinema, televisione, arte, design, jazz, fablab, innovazione sociale, ecc.). E qui ora si sta sviluppando un’economia innovativa legata alle Start Up che può trainare la ripresa, se saremo in grado di creare condizioni favorevoli per attrarre a Torino investitori e imprenditori, in particolare tra i giovani”.

“Nel ringraziare il Sindaco per condividere le nostre proposte – dichiara Marco Muzzarelli – apprezziamo l’impegno della Città nel mettere luoghi fisici a disposizione di nuove forme di imprenditorialità e nel favorirne l’utilizzo, anche attraverso tariffe Imu agevolate per chi ospita Start Up. I nostri obiettivi sono aprire residenze per startuppers, istituire uno Sportello dedicato alle Start Up, snellire la burocrazia, rendere i dati più accessibili, promuovere – anche a livello internazionale – le nostre imprese innovative e offrire servizi della Città a condizioni agevolate. Torino può spendere le sue capacità migliori, mettendo insieme le sue competenze di innovazione e attenzione agli aspetti sociali”.

Per approfondire:

“Start Up come motore di creatività, innovazione e sviluppo di Torino – Le 6 proposte dei Consiglieri Nomis e Muzzarelli”

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I temi per definire una Smart City

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Nel corso dei lavori della Commissione Speciale Smart City del Comune di Torino, Presidente Marco Muzzarelli, sono stati individuati alcuni temi fondamentali sui quali definire una Smart City.

  1. Progettare a partire dalle persone

Una Smart City dovrebbe essere definita a partire dalle persone e dalle loro relazioni, piuttosto che dagli aspetti tecnologici. La capacità di innovarsi da parte della Città di Torino e la storica propensione e attenzione alle tematiche sociali possono essere la chiave di lettura per definire una nuova città Smart attenta alle persone e ai loro bisogni e capace di interpretare questi stessi bisogni attraverso l’uso attento dei dati e di tutti gli strumenti tecnologici, come nel caso di Torino Social Innovation. Le tecnologie digitali non devono essere il fine ultimo della Smart City, ma assumere il ruolo di “strumento abilitante”, capace di “abilitare” opportunità.

  1. Un approccio innovativo e trasversale

La Smart City richiede un approccio innovativo che attraverso una progettazione per strati superi il tradizionale processo di suddivisione di deleghe e competenze per silos verticali. La vision e la governance della Smart City devono essere coerenti con questa impostazione, sia a livello di deleghe che di competenze istituzionali. Occorre quindi ripensare alle modalità con le quali gli aspetti di innovazione possono attraversare trasversalmente tutte le deleghe, anche all’interno di assessorati differenti, mantenendone comunque una regia.

  1. Una Struttura amministrativa capace di essere Smart

L’amministrazione pubblica costituisce la spina dorsale della città: occorre partire da questo centro nevralgico affinchè la capacità innovativa della città si diffonda anche all’esterno. A Torino, molto si è fatto con alcune iniziative come InnovaTo per accogliere e incentivare l’innovazione del personale interno alla macchina comunale: questo può essere considerato il primo passo di un inderogabile percorso.

  1. Trasparenza amministrativa, fornire dati in formato leggibile e utilizzabile

Open Data e Big Data: la trasparenza di un’Amministrazione non si misura solo attraverso la disponibilità a fornire i dati a fronte delle richieste dei cittadini, ma soprattutto dalla capacità di fornire i dati in formato leggibile e utilizzabile anticipando le richieste. I dati e la loro disponibilità a partire dall’amministrazione pubblica, passando attraverso tutte le società partecipate dal Comune di Torino, sono il terreno sul quale creare nuove opportunità per i “policy makers” da un punto di vista decisionale, ma soprattutto per creare un “sistema città” in grado di adattarsi e rispondere in modo continuativo e rapido ai bisogni della città stessa. Oggi la frontiera delle città intelligenti è caratterizzata da una nuova disciplina chiamata Fisica Sociale. Le idee possono diventare abitudini e norme sociali tramite l’apprendimento condiviso, soprattutto fra pari, che diventa pressione sociale. Il nuovo paradigma è quello di utilizzare i dati per andare a progettare la Smart City e non il modello inverso usato fino ad ora. Dobbiamo usare le nuove tecnologie per creare un “sistema nervoso” capace di mantenere stabili i sistemi di governo, energia e salute pubblica in ogni parte del mondo: in questo modo potremo garantirci una società sostenibile. Questo nuovo sistema nervoso può cambiare la vita di tutti noi, focalizzando l’attenzione soprattutto sui trasporti e sulla salute, trasformando l’amministrazione pubblica, creando ambienti che facilitino l’apprendimento, arricchendo la creatività culturale.
Le tecnologie digitali rendono gli interscambi e la collaborazione in remoto estremamente semplici e convenienti, ma non riescono ancora a eguagliare l’interazione faccia a faccia rispetto alla diffusione di idee nuove. Di conseguenza, è necessario favorire l’aggregazione fisica delle persone: è la facilità d’incontro tra gli individui a stimolare l’esplorazione, il coinvolgimento e la rapidità con cui le idee nuove si tramutano in comportamenti innovativi. La vicinanza fisica è, probabilmente, ancora oggi il singolo fattore determinante per incrementare la produttività e la creatività generale.

Muzzarelli (PD): Smart City, promuovere l’accesso libero alla rete partendo dalle vie del commercio

Free Wi Fi Torino

La disponibilità di infrastrutture in grado di supportare lo scambio di dati rappresenta una opportunità per la nostra città: è evidente l’importanza per una città come Torino di avere un accesso continuo al WiFi soprattutto nelle vie del centro.

Non può esistere una smart city senza delle politiche di accesso alla rete in modo libero: l’accessibilità alla rete in modo libero, insieme agli Open Data possono essere i due elementi abilitanti sui quali costruire la Smart City.

Penso ad una prospettiva nella quale anche oggetti generici che si sposteranno nel contesto urbano, come ad esempio nell’ambito dell’ Internet of Things, potranno avere un accesso alla rete senza l’uso di schede telefoniche – che dal punto di vista di inquinamento elettromagnetico hanno comunque un impatto superiore.

Un’ultima riflessione: il WiFi libero a Torino non deve necessariamente essere connesso all’istituzione del Comune di Torino, ma l’Amministrazione potrebbe comunque attivarsi per accompagnare e facilitare la nascita di soggetti privati in grado di fornire servizi di accesso libero alla rete, magari usufruendo della connettività di imprese locali, come ad esempio le associazioni di commercianti.

Marco Muzzarelli, Presidente Commissione Speciale Smart City

Leggi anche:

Articolo la Repubblica – 25 febbraio 2016

Torino, sviluppare la Smart City partendo da idee e relazioni tra le persone

green city on the green hand

Ieri mattina Daniele Russolillo (Fondazione per l’Ambiente Turin School of Local Regulation) è intervenuto nella seduta di Commissione Speciale Smart City dedicata ai nuovi modelli di “Città Intelligente”.

Russolillo ha presentato in Commissione gli studi realizzati dal Politecnico di Milano e alcuni esempi di Smart City a livello mondiale, con approfondimenti sugli elementi comuni caratterizzanti, sulla mancanza di una regolamentazione adeguata e sulla dimensione tecnologica sociale.

“Considerando gli esempi proposti una cosa è chiara: ci stiamo muovendo in un campo dove tutti, in qualche modo, sono in fase di esplorazione – ha affermato il Presidente Marco Muzzarelli – sarà molto importante approfondire alcuni aspetti come le forme di finanziamento pubblico / privato dei progetti e le opportunità che le tecnologie ci possono fornire per migliorare la qualità della vita delle persone. Stiamo iniziando a cambiare il paradigma di Smart City verso la sua dimensione sociale, e il lavoro della Commissione si colloca in questo contesto: passare da un modello altamente tecnologico a un modello che mette al centro le persone e le relazioni”.

Al termine dell’audizione, il Presidente Muzzarelli ha ringraziato Daniele Russolillo per le riflessioni condivise in Commissione, sottolineando in particolare tre aspetti importanti:

“Ci sono tre punti fondamentali che occorre evidenziare. Il primo: dobbiamo imparare a “copiare”, avere la capacità di copiare da chi fa meglio, come nel caso della città di Amsterdam, e replicare sul territorio torinese. Il secondo aspetto riguarda l’importanza delle relazioni tra persone: un modello di città tecnologica è funzionale solo se permette alle persone di mettersi in relazione con altre persone. Ultimo, ma non meno importante: la Smart City è un tema trasversale che coinvolge partiti politici differenti, non esiste un modello di smart city di parte, perchè non esistono ancora modelli di Smart City, questo è il terreno sul quale costruire insieme pensieri e sperimentazioni per avere una Torino migliore”.

Vedi anche:

Sito Fondazione per l’Ambiente

Sito Turin School of Local Regulation

 

Mobilità sostenibile, Torino sperimenta lo scooter sharing

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Il Consiglio Comunale ha approvato oggi pomeriggio all’unanimità la mozione promossa dalla Consigliera Federica Scanderebech (PD) che impegna il Sindaco e la Giunta ad avviare, all’inizio della prossima primavera, un periodo sperimentale del servizio di scooter sharing a Torino, valutandone l’impatto sulla città, ipotizzandone anche l’adozione di ciclomotori elettrici.

Ha affermato la Consigliera Federica Scanderebech (PD): “Vogliamo dare un segnale forte e sensibilizzare la cittadinanza all’uso di sistemi di mobilità sostenibili. Negli ultimi anni l’Amministrazione ha sviluppato con successo due sistemi di servizio di mobility sharing complementari al trasporto pubblico: il bike sharing e il car sharing. Oggi la Città di Torino si impegna a sperimetare anche questo nuovo servizio che intende essere di supporto alle varie forme di mobilità sostenibile. A Milano, lo scooter sharing ha già avuto esiti positivi, con richieste che hanno superato l’offerta. Speriamo vivamente che lo stesso possa accadere anche da noi a Torino, con la sperimentazione che partirà dalla prossima primavera”.

Nel corso del dibattito in Aula, dopo l’approvazione della mozione che promuove Torino come città delle startup, il Consigliere Vincenzo Laterza (PD) ha sottolineato l’utilità dell’iniziativa, che si inserisce nell’ambito degli interventi che promuovono l’economia della condivisione, per migliorare la qualità della vita, pensando soprattutto a giovani utenti come gli studenti universitari:

“Così come la precedente mozione sulla promozione delle startup a Torino, anche questo atto va nella direzione di rafforzare i principi della sharing economy sul nostro territorio. L’obiettivo è avere una città dove la qualità della vita potrà essere migliorata dalla condivisione dell’utilizzo dei mezzi di trasporto, auto, biciclette e ora anche scooter. Torino si presenta come una città pronta ad accogliere cittadini giovani: lo scooter sharing sarà un utile strumento apprezzato dagli studenti della nostra città, del Politecnico e dell’Università degli Studi di Torino”, ha affermato il Consigliere Vincenzo Laterza.

Innovazione e Lavoro, a Torino un ecosistema per le startup

Startup

Il Consiglio Comunale di Torino ha approvato questo pomeriggio la proposta di mozione nata in seno alla Commissione Speciale Smart City (presidente: Marco Muzzarelli) che chiede di attivarsi per caratterizzare Torino come città delle Startup, favorendo la creazione di un “ecosistema” per la loro nascita e sviluppo.

L’atto impegna il Sindaco e la Giunta a riconoscere l’importanza della continua crescita del proprio ecosistema di StartUp coinvolgendo tutte le parti (Università, Centri di ricerca, Incubatori di imprese, Imprenditori, Investitori, Formazione) ad aderire al processo e a partecipare attivamente agli sviluppi.

La mozione chiede inoltre all’Amministrazione di attivarsi per caratterizzare Torino come la città delle StartUp, dandosi l’obiettivo di entrare nel ranking delle città europee (dove al momento non sono presenti città italiane) e dotandosi di un processo che veda tra i suoi pilastri talento, contenuti e investimenti.

“All’interno della Commissione Speciale Automotive e della Commissione Smart City sono emerse numerose indicazioni sulla definizione di un “ecosistema” torinese che porta al suo interno capacità di innovazione e creatività non presenti in altri territori – spiegano i Consiglieri Muzzarelli, Nomis e Laterza, componenti della Commissione Smart City e primi firmatari della mozione – Torino è nelle prime posizioni tra le città italiane per differenti motivazioni connesse all’innovazione, dal numero di spazi di Coworking al numero di Startup che fanno riferimento al tema dell’Innovazione Sociale.

Con questa mozione, il Consiglio riconosce l’importanza delle Startup per la promozione dell’innovazione e la creazione di nuove opportunità di lavoro, consentendo alla città di conservare e incrementare il suo dinamismo caratterizzandola anche a livello internazionale”.

Torino è tra le città finaliste per la Capitale europea dell’innovazione 2016, che sarà annunciata il prossimo aprile. Le città saranno giudicate sia sulla base delle iniziative già realizzate, sia sulla base delle loro idee per migliorare la capacità di innovazione per il futuro.

ICT e PA, promuovere le opportunità di sviluppo

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Lo scorso martedì la Commissione Consiliare Speciale Progetto Smart City in seduta congiunta alla I Commissione Consiliare Permanente ha incontrato il CSI Piemonte, CSP, Torino Wireless e Top-IX per aprire una riflessione sullo stato attuale e sulle prospettive dell’ICT torinese.

L’area metropolitana di Torino è molto attenta alle tematiche digitali, una vitalità del territorio che è importante preservare. Durante l’incontro è stata evidenziata una realtà locale con una pluralità di soggetti coinvolti e attivi. In una situazione oggettiva di difficoltà creata anche dalle limitate risorse a disposizione, evidente anche dallo stato di cassa integrazione del CSP, occorre cercare di trovare le risposte adeguate per continuare ad alimentare questo ecosistema.

Tra i temi sottolineati, la stretta connessione tra agenda digitale e Pubblica Amministrazione. “Dove l’agenda digitale si evolve, anche la PA si evolve – ha detto il Presidente della Commissione Smart City, Marco Muzzarelli – Spesso ci sono grandi occasioni, ma c’è anche una grande lentezza da parte della PA a cogliere queste opportunità di sviluppo. Dobbiamo allora interrogarci sulle modalità per dare più rapidità alle azioni della P.A. in un mondo che si muove molto rapidamente, si aprono e chiudono grandi aziende in meno di dieci anni. Troppo spesso, inoltre, si è parlato di razionalizzazione come fine ultimo della nostra azione e non come strumento di azione: così le ICT non sono il fine ultimo delle nostre azioni, ma possono diventare il nostro strumento per implementare, agendo in modo differente, le politiche sociali”.

La Commissione Speciale Smart City proseguirà le riflessioni aperte sul tema. Al termine della seduta di Commissione, il Presidente Marco Muzzarelli ha anticipato due proposte che potranno essere presentate in Consiglio Comunale: ragionando in termini territoriali di Città metropolitana, anche considerando la grande attenzione e sensibilità dell’area sui temi dell’ICT, la banda larga che potrebbe essere uno degli elementi per facilitare l’ecosistema ICT. La seconda proposta è quella di realizzare un’agenda digitale a livello di Città metropolitana, uno strumento che potrebbe essere utile anche nell’ottica di facilitare azioni in ambito sociale.

Leggi anche:

Articolo cittAgorà

Qualità dell’aria migliorata, ma servono azioni strutturali a lungo termine

Qualità aria Torino

Le azioni avviate ormai da tempo dalle nostre Amministrazioni per migliorare la qualità dell’aria hanno dato evidenti e positivi effetti. Ma i dati, che ci mostrano una diminuzione dei valori delle micropolveri presenti nell’aria (PM10), ci dicono anche che gli interventi realizzati finora non sono ancora sufficienti.

L’Amministrazione deve garantire la qualità dell’aria indipendentemente dalle condizioni atmosferiche: con o senza pioggia, con o senza vento.

Proprio per questo dobbiamo programmare azioni strutturali a lungo termine: azioni per incentivare l’uso di mezzi alternativi e in contemporanea disincentivare l’uso dell’auto privata.

La scelta di incentivare l’uso del trasporto pubblico deve essere associata ad una azione disincentivante sull’uso dell’auto, come, ad esempio, l’ampliamento dell’orario della ztl o la chiusura del traffico in centro.

Lo sviluppo del sistema del teleriscaldamento, l’aumento delle piste ciclabili, il potenziamento della metropolitana, la realizzazione di una zona C come nella Città di Milano, sono interventi che mirano a migliorare la vivibilità della città, riducendo l’inquinamento e migliorando la qualità dell’aria.

La Commissione Smart City si prende l’impegno a riflettere su alcune proposte concrete per migliorare la qualità dell’aria a Torino.

Lo ha affermato il Consigliere Marco Muzzarelli, Presidente della Commissione Speciale Smart City, nel corso dell’intervento in Sala Rossa sui dati riferiti alla qualità dell’aria a Torino.

Sharing Economy per ripensare il rapporto tra economia e società

Sharing Economy

Questa settimana si è svolta a Milano Sharitaly, una iniziativa all’interno della Cooperative Week per parlare di Economia Collaborativa.

Alcune riflessioni proposte dal Consigliere Marco Muzzarelli (PD) che presiede la Commissione Speciale Smart City del Comune di Torino:

“La sessione che ho avuto la possibilità di ascoltare durante Sharitaly, mi ha fatto capire che la Sharing Economy non è una moda passeggera, ma una trasformazione che passa dal ripensamento del rapporto tra economia e società, con una attenzione particolare per la creazione dei legami sociali e con una grande opportunità per la politica per ripensare al proprio ruolo nella creazione di reti e relazioni.

L’interesse sul tema per me è elevato non solo per l’importanza che può avere a livello torinese, ma anche nell’ottica della smart city più attenta a creare un ecosistema dove l’innovazione trovi casa, più che a creare vincoli e barriere a tutto ciò che si presenta nuovo (ma che ovviamente deve essere ricondotto a regole condivise).

Partiamo da qualche esempio: Amazon lancia a Seattle il servizio Amazon Flex che recluta autisti free-lance, dotati di automobile e smartphone, per la consegna dei pacchi. Nel frattempo, a Malo, in provincia di Vicenza, un gruppo internazionale di volontari lavora ai WuppDays, per creare una piattaforma open source che metta in contatto donatori e fruitori di cibo inutilizzato da tutto il mondo.

E per la nostra città, quale è la sharing economy che vogliamo?

La domanda potrebbe sembrare strana, ma in realtà non è un semplice esercizio per interrogarci su un termine alla moda, ma da questa domanda dipende il nostro impegno a sostenere, abilitare o semplicemente lasciar sviluppare iniziative di nuova economia che hanno un’anima sociale e, a ben guardare, anche politica.

Mentre le amministrazioni italiane iniziano (chi più, chi meno) ad attrezzarsi, a Torino stiamo provando a fare qualche passo in avanti, anche se spesso rischiano di prevalere le logiche e i paradigmi che hanno guidato la old economy.

È necessario prendere coscienza di questo tipo di economia e iniziare a tracciare delle linee guida che ci permettano di accettare e includere l’innovazione più che a tenerla fuori dai nostri muri.

A quanto sembra ne prendono coscienza anche a Bruxelles, tanto che proprio dal Comitato delle Regioni è venuto fuori un progetto di parere della commissione Politica economica, dal titolo “La dimensione locale e regionale dell’economia della condivisione”, presentato in questi giorni.

È particolarmente interessante la proposta di sistematizzare in quattro categorie, sulla base del diverso impatto sociale, quella che generalmente viene chiamata “economia della condivisione”:

– “Economia dell’accesso”: lo scambio di beni e servizi avviene sulla base dell’accesso anziché della proprietà, si riferisce al noleggio temporaneo di oggetti anziché alla vendita/acquisto permanente (es. Spotify per l’ascolto di brani musicali);

 – “Gig economy”: “Gig” si riferisce a singole prestazioni lavorative attivate tramite piattaforme online o applicazioni su smartphone. Sono iniziative basate su prestazioni lavorative aleatorie che vengono negoziate in un mercato digitale. Un esempio è “Uber”.

– “Economia collaborativa”: iniziative che coinvolgono gli utilizzatori nella concezione del processo produttivo oppure trasformano i clienti in comunità in un contesto nel quale si presuppone la condivisione di un bene (es. BlaBlacar);

 – “Pooling economy”, iniziative a proprietà o gestione collettiva, a guida democratica, che non sottraggono valore alle economie locali, ma creano posti di lavoro stabili, rispettano la dignità umana e offrono nuove forme di sicurezza sociale. Ne sono un esempio la gestione collettiva di un parco cittadino o di un condominio.

Attraverso la sharing economy le città e le regioni possono tutelare un’economia che è una ricchezza per il territorio, ad esempio in settori come il turismo, dove puoi far conoscere tradizioni locali ed enogastronomiche tramite la condivisione di case, cucine e ricette” – definire una agenda dell’unione europea che incentivi progetti pilota in varie città e regioni oltre a promuovere lo sviluppo di programmi educativi in scuole e università anche per diffondere consapevolezza delle potenzialità e e dei rischi.

 Riuscirà la nostra città a raccogliere le sfide dell’innovazione connessa alla sharing economy?

Penso che le condizioni ci siano, ma sicuramente devono passare da una apertura all’innovazione che ha sempre caratterizzato la nostra città”.

Progetto Smart City, ricostituita la Commissione

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Il Consiglio comunale con voto unanime ha approvato ieri pomeriggio la ricostituzione della Commissione consiliare speciale “Progetto Smart City” che aveva concluso i propri lavori nel luglio scorso.

La Commissione, istituita per la prima volta il 28 maggio 2014, ha il compito di svolgere una ricerca conoscitiva sulle “prestazioni” della Città di Torino “per ciò che riguarda gli indicatori utilizzati dall’osservatorio sulle Smart Cities dell’ANCI, in particolare su economia, ambiente, governance, qualità della vita, mobilità e capitale sociale”.

La Commissione è composta da nove Consiglieri Comunali: ne fanno parte, per il Gruppo Consiliare Partito Democratico, i Consiglieri Marco Muzzarelli (che ricopre la carica di Presidente), Vincenzo Laterza e Fosca Nomis.

“Daremo continuità al lavoro svolto dalla precedente Commissione Smart City, integrando le attività dei diversi assessorati – ha detto il Presidente Marco Muzzarelli – Proseguiremo così le nostre riflessioni in tema di amministrazione trasparente, incrementando ulteriormente lo sviluppo degli open data, del sistema wi-fi e del software libero, nell’ottica di ripensare alla nostra città in modo differente e sviluppando insieme l’idea che abbiamo di smart city. Come ricordato nella Relazione conclusiva della precedente Commissione, Torino ha sempre dimostrato talento nel creare innovazione, è sempre stata città laboratorio e detiene specificità di competenze tecnologiche. La grande sfida è, quindi, creare innovazione su progetti territoriali in cui il Comune può essere parte anche attraverso la messa a disposizione di spazi fisici e strutture dove realizzare i progetti stessi”.