Piero Fassino sul primo anno della Giunta Appendino.

TORINO: I FATTI PIÙ FORTI DELLE BUGIE.

Sta davvero stancando tutti il continuo piagnisteo della Sindaca Appendino sul passato.
La verità è che a un anno dal suo insediamento il bilancio del Sindaco e della sua Giunta è molto deludente.
Basta leggere oggi il programma con cui si è presentata un anno fa in Consiglio Comunale per misurare la siderale distanza tra le promesse e i fatti.
E per coprire la mediocrità di questo primo anno la Sindaca continua a raccontare cose non vere, come sui conti che avrebbe ereditato.

Ebbene facciamo parlare i fatti.

Dal 2011 al 2016 il debito della città è stato ridotto di oltre 500 milioni; l’esposizione verso le società partecipate è passato da 380 milioni a 130; l’esposizione sui derivati è passata da 1 miliardo 200 milioni a 600 milioni; la spesa del personale è stata ridotta con 1000 dipendenti in meno; con 180 milioni di alienazioni immobiliari e 254 milioni di cessioni di quote societarie sono state liberate risorse per i servizi e gli investimenti.
In cinque anni sono stati garantiti ai cittadini tutti i servizi, dagli asili alle politiche per le famiglie, dai trasporti alle politiche ambientali agli investimenti per la cultura.
Si è continuato a investire e a sostenere il sistema produttivo e le nuove vocazioni della città, dall’università alla ricerca, dalla cultura al turismo.
E il riconoscimento che Il New York Times fece della città e’ solo uno dei tanti attestati che Torino ha ricevuto in questi anni per il suo dinamismo.
Così come è sotto gli occhi di tutti quanto il forte investimento fatto dalla mia amministrazione sulla cultura abbia trasformato Torino in una metà turistica sempre più frequentata.
Si sono affrontate anche le emergenze più difficili: come lo sgombero di oltre 800 rom dal campo di Lungo Stura Lazio e la loro ricollocazione in soluzioni abitative; la emergenza sfratti sostenendo migliaia di famiglie in difficoltà; l’accoglienza di oltre 1500 profughi e rifugiati.
L’Università Bocconi (quella che viene sempre citata per ricordarci la laurea dell’Appendino) ha condotto una ricerca su come le città italiane hanno affrontato la crisi di questi anni e ha concluso che le politiche sociali messe in campo dalla città di Torino sono quelle che hanno contenuto di più le conseguenze della crisi sulle famiglie.
Così come è significativo che nei giorni scorsi la Commissione Parlamentare sulle periferie abba dichiarato che Torino è un “modello positivo”, liquidando così tutte le caricature faziose con cui, in campagna elettorale, fu descritta la nostra città.
Tutto questo è stato fatto negli anni di più dura crisi economica della nostra città e in anni caratterizzati da politiche nazionali di drastici tagli agli Enti Locali, che per la città di Torino ha voluto dire circa 100 milioni di euro in meno ogni anno. (Tagli che dal 2016 non ci sono più grazie alle battaglie dell’Anci da me guidata).
Questa i fatti, molto diversi dai racconti dell’Appendino, la cui fama di buon Sindaco, nel primo anno del suo mandato, è stata fondata in realtà realtà su due rendite di posizione: la comparazione con la disastrosa amministrazione 5stelle di Roma e aver ereditato una città in piedi.
E inoltre su una notevole – e sconcertante – piaggeria di una parte del sistema dell’informazione.
Finalmente oggi la verità emerge. La Appendino e la sua amministrazione non hanno una visione, un progetto per il futuro di Torino, limitandosi fin qui a una mediocre gestione dell’ordinaria amministrazione.
Per questo è stucchevole continuare a scaricare su altri le proprie incapacità. Anziché continuare a parlare a sproposito del passato, la Appendino ci dica finalmente quali sono le sue idee per Torino. Se ne ha.

Piero Fassino

Il Museo della Resistenza di Torino in pericolo.

Piero Fassino interviene sulle difficoltà del Museo della Resistenza di Torino.

Il Museo della Resistenza è presidio di importanti pagine di storia e trasmette a intere generazioni la conoscenza della storia e la consapevolezza di quanto i valori della Resistenza e della Costituzione siano fondamento della vita democratica del nostro Paese.
Un ruolo e un patrimonio culturale di tutti, in tanti ci siamo mobilitati per evitare il rischio di chiusura.

Repubblica Torino: Appello del mondo culturale torinese per il Museo della Resistenza.

Nuovasocieta.it. : il Museo della Resistenza deve continuare a vivere.

Torino fuori controllo.

 

Italiaincammino.it: “Torino fuori controllo”, il commento del Capogruppo del Pd Stefano Lo Russo.

La Stampa.it: Appendino scarica il Questore. Il Pd: la Sindaca non sa affrontare situazioni complesse.

 

Movida in piazza S.Giulia.

” Stiamo assistendo a un veloce peggioramento del clima in città. L’ordinanza antimovida è scritta male e in fretta e furia più per coprire la disastrosa gestione di Piazza S.Carlo che per dare regole alla movida, confermando ulteriormente l’irresponsabilità dell’amministrazione nel gestire situazioni complesse. Temo si stia mettendo in discussione l’idea stessa di una città vivace, sulla quale tanto si è lavorato e che aveva dato importanti risultati. Torino non merita questo.”

Piero Fassino

Rassegna stampa sul Consiglio Comunale del 19 giugno.

Nuovasocieta.it: Piero Fassino “Le cifre parlano chiaro – Tra il 2011 e il 2015 c’è stato risanamento”

Torinoggi.it: Fassino “Le cifre parlano chiaro…”

Repubblica Torino: scontro tra Appendino e Fassino sul bilancio della Città e sulle decisioni della Corte dei Conti.

Nuovasocieta.it: Scontro Appendino Fassino sui conti della Città.

Lospiffero.com: acceso scambio di battute tra Chiara Appendino e Piero Fassino.

Intervento di Piero Fassino in Consiglio Comunale.

Segnaliamo l’intervento di Piero Fassino nel dibattito svoltosi ieri 19 giugno nella Sala Rossa del Consiglio Comunale di Torino

L’intervento di Piero Fassino in Consiglio Comunale durante il dibattito sulle decisioni della Corte dei Conti.

Fassino: “Le cifre parlano chiaro..”

FASSINO: LE CIFRE PARLANO CHIARO. 2011-2015 C’È STATO RISANAMENTO.
“Nonostante i tentativi di scaricare sulla precedente amministrazione i problemi di bilancio della città, la Corte dei Conti nella sue conclusioni riconosce che nel 2015: “la spesa corrente è stata ridotta, il saldo di parte corrente è migliorato, l’indebitamento e’ ulteriormente sceso, il Fondo Crediti di difficile esigibilità ha ripianato in misura superiore al previsto, la riscossione è salita dal 76% all85%”. Sono parole che fanno giustizia di molte caricature di questi mesi”
Lo ha detto Piero Fassino intervenendo al Consiglio Comunale di Torino sulla relazione della Corte dei Conti sul Rendiconto 2015
“Se poi si guarda al quinquennio 2011-2016 – ha aggiunto Fassino – le cifre parlano in maniere incontrovertibile della azione di risanamento finanziario perseguito dalla Giunta Fassino: il debito è sceso da 3.3 miliardi a 2.8, l’esposizione verso le società partecipate e’ scesa da 380 milioni a 130, i derivati sono passati da 1.2 miliari a 677 milioni, il costo del personale è stato ridotto passando 10.800 a 9.800 dipendenti, sono state liberate risorse con dismissioni di quote societarie per 254 milioni e dismissione immobiliari per 180, si sono valorizzate asset di partecipazione come in Iren il cui valore di borsa è passato da 0.40 euro a 2.1 per azione. Tutti dati che dimostrano come si sia perseguita una politica di risanamento e di rigore finanziario”
“Questo non significa – ha ancora aggiunto Fassino- che la città di Torino, come la generalità dei Comuni, non abbia davanti a se’ ancora difficoltà e problemi da affrontare. Ma lo si può fare dando seguito alle politiche fin qui fatte che hanno già conseguito risultati e altri ne potranno produrre. Ma per farlo serve una politica delle entrate e una gestione di bilancio che fino ad oggi negli atti della attuale Giunta non si è vista”
“Si compie oggi – ha concluso Fassino – un anno di amministrazione Appendino, molto lontana dalle promesse elettorali e sopratutto priva di una visione, di un progetto per il futuro di Torino”

Fassino: “Appendino stravolge ancora una volta la realtà dei fatti.”

Fassino: “Appendino stravolge ancora una volta la realtà dei fatti”

“”Il lupo perde il pelo ma non il vizio”, proverbio che calza a pennello per la Sindaca Appendino che continua a raccontare cose non vere e ad attribuire ad altri le proprie responsabilità”. Lo ha dichiarato Piero Fassino che ha aggiunto: “Per mesi la sindaca ha cercato di far credere che la Giunta Fassino avrebbe lasciato debiti fuori bilancio: nella relazione della Corte dei Conti non ve ne è traccia”.

“Adesso” – sottolinea Fassino – “cerca di far dire alla Corte cose che in realtà essa non dice. La Corte riconosce, infatti, che nel 2014 si è conclusa un’attività straordinaria di riaccertamento dei crediti di difficile esigibilità e se ne è programmato il rientro per quota annuale in 30 anni, applicando correttamente la legge. Appendino fa finta di non sapere che l’esposizione debitoria della città è inferiore a quella del 2011 di oltre 400 milioni e che gli stessi magistrati contabili hanno ritenuto “certamente apprezzabile il continuo miglioramento della gestione corrente” operato dalla giunta Fassino”.

“E’ trascorso un intero anno della giunta Appendino che ha evidenziato” – conclude Fassino – “la completa mancanza di una politica delle entrate e – come dice la Corte stessa – nell’ultimo anno è considerevolmente peggiorato l’andamento di cassa ed è aumentato il ricorso al debito. Se oggi l’amministrazione è sotto tutela lo si deve a mesi di inazione e scelte finanziarie senza prospettiva. Ci domandiamo cosa dirà la Corte dei Conti quando esaminerà lo sfrenato uso di entrate una tantum utilizzate per chiudere il 2016 e pareggiare il 2017”.

Le responsabilità…

 

Nuovasocieta.it: Lo Russo. “Le scuse di Appendino prescindono dall’esito dell’inchiesta giudiziaria”

Nuovasocieta.it: Appendino “sui fatti di piazza S.Carlo pronti ad assumerci responsabilità.” Fassino – “La Sindaca ha sottovalutato i rischi”

Repubblica Torino: Appendino “Pronti ad assumerci le nostre responsabilità. E’ evidente che qualcosa non ha funzionato”

La Stampa Torino: “Pronti ad assumerci le nostre responsabilità sui fatti di piazza S.Carlo.”

Nuovasocieta.it: le opposizioni chiedono una commissione d’indagine