Piero Fassino: “Lettera a Pier Luigi Bersani… nessuno ci perdonerebbe una scissione…” .

Piero Fassino, lettera a Pier Luigi Bersani da Huffington Post:

“Ho letto, Pierluigi, la tua lettera all’Huffington Post, che riprende e argomenta temi da te già espressi nella riunione della Direzione del Pd e con cui è giusto fare i conti, perché evidenziano questioni vere che nessuno può eludere..

Il confronto tra noi è reso più necessario per la lunga comune storia che ci ha visto camminare insieme per tanti anni e, in particolare, nei sette anni in cui sei stato al mio fianco nella guida dei Ds e poi negli anni della tua segreteria a capo del Pd. Insieme abbiamo concorso con Romano Prodi a creare l’Ulivo. Insieme abbiamo guidato i Ds a fondare il Partito Democratico. Vi sono dunque buone ragioni perché noi si agisca per evitare scelte da cui né l’Italia, né il Pd trarrebbero beneficio.”….

Il testo integrale al link di Huffington Post :
http://www.huffingtonpost.it/2017/02/17/fassino-bersani-pd_n_14812628.html?1487329275&utm_hp_ref=italy

 

 

Piero Fassino: “Una scissione consegnerebbe il Paese nelle mani dei Cinque Stelle.

Piero Fassino, interviene dopo la direzione del Partito Democratico sul tema Congresso e Governo. Per prima cosa smentisce le voci su una presunta scissione del Pd.

«Leggendo i giornali trovo rappresentata una realtà di ciò che non è quello che è accaduto nella Direzione nazionale, perché ieri di scissione non ha parlato nessuno. I toni non avevano nulla di divisivo o contundente», spiega l’ex sindaco di Torino che poi aggiunge «Gotor evoca ogni giorno la scissione, ma nelle interviste. Qualche volta intervenga anche in Direzione e ci faccia capire cosa pensa». «Scissione è una parola pesante, e quale sarebbe il risultato, consegnare il paese a Grillo o alla destra? E poi quale sarebbe il programma di questo nuovo soggetto, perché non si è capito – ha continuato Fassino – Il Paese ha bisogno di un nuovo partito? Questa discussione è priva di senso».

«Mi auguro che non ci sarà la scissione, perché si farebbe un danno al paese, consegnandolo alla destra o al M5S».

«Poi non credo sia quello che chiedono gli italiani e non credo sia quello che chiede la nostra gente – ha aggiunto – Io la conosco, non vuole che ci si divida».

«Lo svolgimento del Congresso e la durata del governo non sono automaticamente connessi, in che mese si fa il Congresso non determina quanto dura questo governo, che è in carica, nella pienezza dei poteri e guidato da una persona autorevole», dice Fassino.

«Se la legislatura arriva in fondo non lo determina il Congresso del Pd, ma dipende da come matura il dibattito tra le forze politiche e da una valutazione del presidente della Repubblica», ha concluso.

 

http://www.nuovasocieta.it/politica/fassino-una-scissione-consegnerebbe-il-paese-nelle-mani-dei-cinque-stelle/

 

Piero Fassino, il Pd e le urne…

Piero Fassino ha rilasciato un’intervista a L’Unità.tv sul dibattito in corso nel Partito Democratico dopo la sentenza della Consulta sulla Legge Elettorale.

Fassino: “Urne a giugno,discutiamo ma con spirito unitario”.

http://www.unita.tv/interviste/fassino-urne-a-giugno-discutiamo-ma-con-spirito-unitario/

Piero Fassino, riflessioni sulla sconfitta.

“Sconfitti perchè lontani dai bisogni della gente”.

A sette mesi dal voto, Fassino riflette sulle cause della débâcle e mette sotto accusa il Pd. Sbagliata l’agenda politica, con al primo posto la riforma costituzionale. Ripartire dalle priorità: lavoro, welfare, immigrazione.

da Lospiffero.com

http://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=31480

Stefano Lo Russo sul 2016 che finisce.

Si chiude il 2016. Un anno ricco di eventi e denso di cambiamenti. La guerra in Siria e le tante tensioni internazionali, gli attentati, le elezioni americane e il cambio di sistema multipolare ormai in atto.
Un’Europa schiacciata politicamente e geograficamente tra un modello di sviluppo che non regge più, una immigrazione che per dimensioni ed effetti pone in dubbio alcuni paradigmi del suo modello sociale, una crisi economica profonda e strutturale che aumenta velocemente le nuove povertà e le diseguaglianze facendo crescere populismo e rancore sociale e mina alla base le ragioni di un ordine costituito che fa fatica a trovare dentro sé anticorpi di una autoriforma non più rimandabile.
In questo scenario grande e complesso le elezioni amministrative a Torino di giugno e il referendum di dicembre scorso rappresentano segnali di un disagio che ha attecchito nel profondo della Città, di una ribellione, di un rancore che, ormai radicato, ha puntato al cambiamento per il cambiamento. A prescindere dalla qualità di uomini e programmi, dalla consapevolezza di affidarsi ad una politica che si alimenta dell’illusione, della narrazione, dell’odio per chi sta meglio contro cui scaricare le ragioni del proprio stare peggio.
Si tratta di fenomeni non nuovi nella storia, anche recente, dell’Italia. Ma non basta l’analisi, il dibattito, la presa d’atto. Occorre che la politica riformista si attrezzi nel dare risposte, senza alibi, senza girarsi dall’altra parte, senza derubricare. Assumendosi anche la responsabilità di errori comportamentali che pur non essendo stati determinanti in uno scenario che è molto articolato, complesso e pieno di sfumature diverse, hanno quanto meno contribuito a rafforzare la percezione di distacco dei gruppi dirigenti dai problemi reali delle persone più in difficoltà.
Occorre ridare una speranza costruttiva a chi l’ha persa, occorre una nuova proposta politica, che rompa se necessario anche con gli schemi e le chiavi di lettura del passato, ormai in molti casi incapaci di dare risposte. Occorrono uomini e donne credibili, che incarnino qualità ed energie adeguate alla complessità e alla novità delle sfide.
Il mio augurio è che nel 2017 vi sia la possibilità di far crescere nel dibattito culturale, anche del PD, questi ragionamenti, che vi sia la presa d’atto che alcune cose vanno strutturalmente cambiate e che il nuovo anno segni l’avvio di un percorso di riflessione e di azione che porti a recuperare la fiducia di una comunità che, anche se in difficoltà, non si arrende e ha voglia di crescere unita e solidale.
Buon 2017 a tutti.

Enzo Lavolta sull’Assemblea Nazionale del Partito Democratico

Assemblea Pd, Bilancio della giornata: Prima di scendere dal treno di rientro da Roma, dopo una giornata cominciata molto presto, forse vale la pena chiarire cosa dimenticherei volentieri in carrozza e cosa valga la pena di portare a casa. È certamente da custodire gelosamente l’impegno messo per un dibattito difficile, duro, ma franco e spero onesto in #assembleapd. Continuiamo ad essere l’unico #partito che discute in una sede organizzata con regole e statuti. L’unico che accetta di sottoporre al vaglio del voto la scelta delle sue figure apicali. Voto, non click. Si può fare meglio? Certo. Il dibattito é stato evidentemente insufficiente, ma può rappresentare un punto di ripartenza. Purtroppo é rimasto sul treno dell’andata il desiderio di un congresso, sono certo che avrebbe imposto a Renzi di realizzare davvero quel passaggio dall’io al noi di cui ha parlato nella sua relazione. Peccato. Porto però con me la speranza che il congresso non si risolverà in una resa dei conti, ma in una progettualità comune e rispettosa delle identità di tutti. Assolutamente da dimenticare le provocazioni gratuite e livorose di Giachetti, sopra tono e inutili. Basta con le provocazioni fini a se stesse e sempre uguali, assemblea dopo assemblea. Ottimi gli interventi di Orlando, Rossi e Daniele Viotti. Cuperlo oggi mi ha ricordato perché l’ho sostenuto in passato. Resta oggi come ieri la necessità di fare politica, di redistribuire più equamente risorse ed opportunità specie verso le giovani generazioni.
Lo si dice un po’ più di prima, vediamo se lo si fa davvero.

Infine grazie ad Elena Piastra che all’alba mi ha convinto sulla bontà della candidatura di Settimo quale capitale Italiana della Cultura. Torino dovrebbe sostenere questa iniziativa. Non ci credevo, adesso sì. In bocca al lupo, a lei, a tutti noi.

Enzo Lavolta

 

A che punto è Torino? Incontri con i Consiglieri del Pd al Comune di Torino

Questa sera due incontri dei consiglieri del Pd nei circoli del Partito Democratico.

Alle ore 21 Monica Canalis ed Enzo Lavolta al Circolo della Circ. 1 in via Mazzini.

Alla stessa ora Chiara Foglietta e Stefano Lo Russo in via Di Nanni 99, presso il Circolo della Circ. 3.

Circolo Pd San Salvario

Questo è il circolo PD di San Salvario e questi locali sono utilizzati per fare attività politica.
Questi atti di #vandalismo vanno sempre condannati e il totale disinteresse della cosa pubblica da parte di alcuni cittadini ci dimostra che occorre lavorare sempre di più sulla cultura della #legalità, della #civiltà e del #rispetto.

 

 

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Gruppo Consiliare Partito Democratico Comune di Torino

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Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico è composto da 17 Consiglieri: Altamura Alessandro, Alunno Guido Maria, Araldi Andrea, Carretta Domenico, Cassiani Luca, Centillo Maria Lucia, Cuntrò Gioacchino, Genisio Domenica, La Ganga Giuseppe, Laterza Vincenzo, Muzzarelli Marco, Nomis Fosca, Onofri Laura, Paolino Michele, Scanderebech Federica, Ventura Giovanni, Viale Silvio.