Rispetto di genere in politica

Rispetto di genere in politica

Dedicarsi alla politica richiede tempo, passione e impegno indipendentemente dal genere della persona.

Dalla politica deve partire la difesa delle pari opportunità, il rispetto di genere e la promozione dei diritti di tutte le persone nei diversi campi di attività, dal lavoro allo studio, dal tempo libero all’accesso ai servizi.

Commenti sull’aspetto fisico di donne che si dedicano alla politica, o che tendono a far loro pesare l’essere donna, costringendole con pressioni psicologiche a dover scegliere tra la maternità e la politica non possono essere accettati.

Le affermazioni diffuse in questi giorni sull’ex candidata Sindaca del Movimento Cinque Stelle a Milano, Patrizia Bedori, o sulla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, dimostrano che il riconoscimento del rispetto di genere in politica è un percorso ancora non completato.

 

Lucia Centillo, Consigliera delegata Diritti e Pari Opportunità Città Metropolitana di Torino

Laura Onofri, Presidente Commissione Diritti e Pari Opportunità Città di Torino

Toponomastica. Riequilibrio di genere nella scelta degli odonimi

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Le Consigliere PD Laura Onofri (Presidente della Commissione Diritti e Pari Opportunità Comune di Torino) e Lucia Centillo (Consigliera delegata Diritti e Pari Opportunità Città Metropolitana di Torino) hanno presentato oggi la proposta di mozione “Toponomastica. Riequilibrio di genere nella scelta degli odonimi”.

Dalla ricerca realizzata dall’associazione Toponomastica femminile, che ha coperto quasi tutti i Comuni italiani completando interamente Province e Regioni, è emerso che la percentuale di intitolazioni femminili si aggira intorno al 3-7%, mentre quelle maschili superano spesso il 50%, a Torino, su un totale di 2235 strade/piazze, 1054 sono intitolate a uomini e 65 a donne.

“Considerando che i nomi delle strade e delle piazze contribuiscono a creare la cultura di un popolo, definendone le figure storiche degne di memoria, promuovere figure femminili di rilievo significa portare un valore aggiunto al miglioramento della società e della cultura”, affermano le Consigliere Onofri e Centillo – La toponomastica rappresenta un importante strumento di valorizzazione e può offrire il proprio contributo a superare modelli culturali stereotipati e conformisti, favorendo una cultura non discriminante nei confronti delle donne”.

La proposta di mozione invita la Commissione Toponomastica a:

– intitolare le prossime vie, aree verdi, rotonde, sentieri, piste ciclabili, in percentuale maggiore a figure femminili, locali o nazionali, al fine di ridurre gradualmente l’attuale divario nella memoria collettiva;

– prevedere che il/la Presidente della Commissione Diritti e Pari Opportunità faccia parte, a titolo consultivo, della Commissione Toponomastica (art. 2 Regolamento della Toponomastica e Numerazione Civica);

 – inserire nel Regolamento della Toponomastica, fra le finalità della Commissione Toponomastica, il principio del riequilibrio di genere nella scelta degli odonimi;

– promuovere una riflessione anche nelle scuole, ad esempio attraverso l’indizione di concorsi di idee tra studentesse e studenti per confrontarsi sulle scelte di nomi femminili da assegnare agli spazi e ai luoghi della città.

Pari Opportunità nella toponomastica torinese

Francesca Morvillo
Il giardino dedicato alla memoria di Francesca Laura Morvillo Falcone

Un significativo contributo alla promozione di una cultura delle pari opportunità può essere dato offrendo visibilità e autorevolezza all’azione femminile, ricordando donne che si siano distinte in campo artistico, culturale, musicale, scientifico, educativo, accademico, assistenziale, religioso, filantropico, sindacale, politico, sportivo, cinematografico, teatrale, tecnico, medico, organizzativo, industriale, architettonico, urbanistico e filosofico.

Numerose sono le donne che si sono distinte in diversi campi e che per ragioni biografiche, personali o professionali hanno legami significativi con Torino. Tuttavia, secondo le statistiche dell’Associazione italiana di toponomastica femminile, a Torino, su 2.235 strade, vie e piazze, solo 65 sono intitolate a donne, tra le quali non vi sono scienziate.

Le Consigliere del PD del Comune di Torino chiederanno alla Commissione Toponomastica un incontro per verificare lo stato di attuazione della mozione approvata dal Consiglio Comunale nel febbraio 2007 che ha impegnato la Commissione Toponomastica a individuare le intitolazioni con una logica di equilibrio, tesa a valorizzare l’apporto femminile allo sviluppo della comunità torinese.

La scorsa primavera è stato dedicato un giardino a Francesca Laura Morvillo Falcone, ma mancano ancora molte altre intitolazioni che erano state richieste da tempo dalle Consigliere del PD. Le Consigliere solleciteranno quindi l’intitolazione di una via o una piazza in città dedicata alla memoria di Angiola Massucco Costa, Marie Curie, Anna Magnani, Anna Maria Viziale, Ada Lovelace Byron e alle 21 donne della Costituente.

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Torino contro la violenza
Torino, Palazzo di Città

Oggi, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, aderiamo ad ogni iniziativa promossa per prevenire e contrastare la violenza di genere.

La violenza contro le donne, problema che non è privato, ma sociale, continua ad essere un fenomeno ampio e diffuso. I dati del terzo rapporto Eures riferiti all’anno 2014 mostrano una realtà preoccupante: 152 donne uccise in Italia di cui 117 in ambito familiare.

Commissione DPO 25 novembre
La Commissione Diritti e Pari Opportunità presieduta dalla Consigliera Laura Onofri durante la seduta del 25 novembre dedicata al tema “Violenza e disabilità”

 Dibattiti, progetti e iniziative contro la violenza sulle donne continueranno ad essere realizzati anche nel corso dell’anno. Solo con interventi continuativi e diffusi sul territorio e con il contributo e l’impegno di noi tutti, potremo contrastare il grave fenomeno della violenza.

 Il contrasto alla violenza di genere si inserisce in un processo culturale che richiede investimenti formativi ed educativi continui e che non prescinde dalla realizzazione di un nuovo modello civico, culturale ed educativo, capace di rappresentare adeguatamente l’immagine delle donne e la responsabilità tra i generi.

Giornata in ricordo delle vittime di transfobia

Giornata in memoria vittime transfobia

La Presidente della Commissione Diritti e Pari Opportunità, Laura Onofri, aderisce alla Giornata mondiale in ricordo delle persone transessuali/transgender vittime di violenza, Transgender Day of Remembrance, celebrata in tutto il mondo il 20 novembre.

L’evento è stato introdotto in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 ha dato avvio al progetto web “Remembering Our Dead” in ricordo delle vittime della transfobia e nel 1999 a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l’evento è cresciuto fino a comprendere commemorazioni in centinaia di città in tutto il mondo.

“Le persone transessuali e transgender, nei casi di violenza, sono oggetto di una doppia discriminazione: come persone vittime di violenza e come persone discriminate per l’orientamento sessuale – ha affermato la Presidente Laura Onofri – Crediamo che la Città di Torino debba essere al fianco di tutte le vittime; continueremo a condannare fermamente tutti gli atti di violenza e a promuovere iniziative e attività per contrastare ogni forma di discriminazione e intolleranza”.

A Torino la Giornata mondiale in ricordo delle vittime di transfobia sarà inoltre celebrata con una marcia il 21 novembre.

Vedi anche:

Politiche di Genere – Servizio LGBT

Teatro Ragazzi e Giovani, Piano di Sviluppo 2015-2017

Fondazione Teatro ragazzi Commissione Cultura

La presidente Caterina Corapi e il direttore artistico Graziano Melano hanno presentato questa mattina in Commissione Cultura il Piano di Sviluppo 2015-2017 della Fondazione onlus Teatro Ragazzi e Giovani.

La Fondazione è riconosciuta per l’importante ruolo svolto per la promozione della cultura, contribuendo alla crescita culturale di giovani, ragazze e ragazzi, e al superamento del disagio giovanile attraverso la realizzazione e la diffusione di progetti culturali e di manifestazioni di carattere interdisciplinare nel campo del teatro e delle arti in genere. Il sostegno e lo sviluppo della creatività giovanile e la promozione di progetti sociali rivolti alle famiglie e alle scuole sono importanti obiettivi della Fondazione.

Legalità, bullismo, storia, capitale umano, genere: sono i temi che la Fondazione intende ulteriormente approfondire sotto diversi aspetti, permettendo così a ragazze e ragazzi di riflettere insieme.

“Intendiamo trasferire il concetto di una cultura che sia laboratorio di esperienza e di formazione – ha detto la Presidente Corapi – Ogni anno lanceremo un tema e lo affronteremo da diverse angolazioni: sociali, culturali ed economiche. La logica sarà quella dell’approfondimento, finalizzato a conoscere e comprendere l’argomento prescelto, in un’ottica immersiva. Quest’anno il tema scelto è il coraggio, pensando al coraggio che le ragazze e i ragazzi di oggi devono avere per affrontare nuove sfide senza certezze”.

Il Presidente della Commissione Cultura, Luca Cassiani, ha ringraziato la Presidente Corapi e il direttore Melano per aver presentato “un Piano di sviluppo di qualità, particolarmente interessante”.

“La Fondazione svolge un importante ruolo in città, promuovendo l’avvicinamento di giovani al mondo del teatro stimola concretamente la crescita culturale delle persone – ha detto il Presidente Cassiani – è una realtà che ha inoltre un fondamentale compito sociale, progettando momenti di formazione e riflessione rivolti a giovani, scuole, famiglie. Queste attività devono essere il più possibile promosse e sostenute, dalle Istituzioni e dai privati.”

Le attività realizzate per promuovere la formazione culturale di ragazze e ragazzi e la particolare attenzione che la Fondazione rivolge alle tematiche di genere sono state inoltre sottolineate dalle Consigliere Lucia Centillo e Laura Onofri che riconoscono alla Fondazione “una specifica e apprezzata identità nel delicato impegno educativo e di promozione della cultura tra le giovani e giovanissime età”.

“Creare le condizioni per promuovere la cultura nel momento più delicato e fertile dell’infanzia e della gioventù è un obiettivo straordinario che speriamo sia valorizzato sempre di più, sostenendo momenti di confronto tra diverse culture e con un’attenzione costante alla formazione di giovani e insegnanti”, hanno affermato le Consigliere.

Per approfondire:

Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani

Casa del Teatro Ragazzi e Giovani

La parità di genere si costruisce anche con un uso corretto della lingua italiana

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Una migliore attenzione alle questioni di genere, a partire dal linguaggio utilizzato non solo nella modulistica prodotta, ma in tutto il sistema organizzativo del Comune di Torino. È quanto si prefigge la Città, capofila di un movimento di pensiero attento alla promozione e difesa delle pari opportunità e del rispetto di genere.

A seguito dell’approvazione della mozione “Uso del linguaggio di genere negli atti della Città di Torino”, presentata dalle Consigliere Laura Onofri, Lucia Centillo e Federica Scanderebech, l’Amministrazione si è impegnata, nel rispetto della lingua italiana, ad adeguare tutta la modulistica amministrativa in modo da mettere in evidenza entrambi i generi e a inserire nei piani di formazione in corso l’uso del linguaggio di genere.

Per dare attuazione alla mozione è stato quindi istituito un Tavolo di lavoro formato da rappresentanti del Comune di Torino, della Città Metropolitana, della Regione, dell’Università degli Studi, del Politecnico e della Rai. A Rachele Raus, linguista dell’Università di Torino, è stato affidato il coordinamento tecnico linguistico del Gruppo.

L’obiettivo è quello di realizzare una Carta d’intenti sul linguaggio di genere che sia applicabile in ambito pubblico e nelle aziende private.

“Non si tratta di una mera questione formale – afferma Laura Onofri, presidente della Commissione Diritti e Pari Opportunità – il linguaggio rappresenta una fotografia dei rapporti di forza sociale; quando il rispetto della lingua italiana prevede il genere femminile, ma di fatto questo non viene utilizzato, si realizza una disparità di genere. Intendiamo superare questa disparità, promuovendo il rispetto di genere anche a partire dall’uso corretto della lingua italiana”.

La Commissione Diritti e Pari Opportunità in seduta congiunta con la I Commissione Bilancio e Personale si è recentemente riunita per verificare lo stato di attuazione della mozione che ha impegnato l’Amministrazione al rispetto dell’uso del genere. L’attività del Tavolo di lavoro incaricato di dare attuazione alla mozione è in pieno corso di svolgimento. Una bozza di testo dello Statuto della Città di Torino con le modifiche richieste è già in fase di realizzazione, spetterà poi al Consiglio Comunale esaminarla e votarla.

Corsa taxi rifiutata perché in carrozzina: il Gruppo Consiliare PD esprime piena solidarietà a Luca Pancalli

Pancalli

Il Gruppo Consiliare PD del Comune di Torino esprime piena solidarietà al presidente del Comitato paralimpico Luca Pancalli per l’episodio di discriminazione vissuto nella nostra città.

“Desideriamo esprimere la nostra piena solidarietà al presidente del Comitato paralimpico Luca Pancalli per lo spiacevole episodio di discriminazione subito nella nostra città. Torino è da sempre una città inclusiva, attenta a non discriminare e a promuovere politiche a sostegno delle persone con disabilità.
Consideriamo quanto accaduto come un fatto isolato e auspichiamo che episodi di questo tipo non si ripetano più”, ha affermato Laura Onofri, presidente della Commissione Diritti e Pari Opportunità della Città di Torino.

Pubblicità: donne del Pd, offensivo slogan Amsterdam Chips

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(ANSA) – TORINO, 17 SET – Le donne del Pd al Comune di Torino condannano come offensiva e discriminatoria la pubblicità utilizzata dalla catena Amsterdam Chips che vende patatine fritte con lo slogan “Oggi ve la diamo gratis. Mordi la patata”. Le consigliere del Pd lo hanno denunciato all’Istituto di autodisciplina pubblicitaria e “si augurano che questi messaggi non vengano usati per altre campagne pubblicitarie e che siano ritirati immediatamente”. La consigliera Federica Scanderebech ha inoltre presentato diverse interpellanze sull’apertura dei punti vendita Amsterdam Chips in centro città. “Parecchie sono state le segnalazioni da parte dei cittadini che lamentano la presenza di odori infestanti – spiega Scanderebech – che pervadono le varie zone in cui sono spuntati gli esercizi commerciali”. “Relativamente agli odori provenienti dall’attività – informa la consigliera – è stato sentito il competente servizio SIAN dell’ASL e si è appreso che l’attività è stata già oggetto di accertamento da parte dell’ASL e dell’ARPA e dagli stessi è stato adottato un provvedimento con cui si intima di regolarizzare il sistema di evacuazione dei fumi. Entro fine settembre dovranno produrre le certificazioni. Non solo intraprendono campagne pubblicitarie di poco spessore ma sono anche poco attenti al rispetto delle norme in vigore “.

Il Parto Segreto: alla ricerca di un ragionevole equilibrio tra il diritto di conoscere le proprie origini biologiche e il diritto dell’anonimato delle donne

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Lo scorso venerdì pomeriggio si è svolto a Palazzo Civico il convegno “Il Parto Segreto dopo la Sentenza della Corte Costituzionale (n. 278/2013) e il disegno di legge (C. 784) approvato dalla Camera. Alla ricerca di un ragionevole equilibrio tra il diritto di conoscere le proprie origini biologiche e il diritto dell’anonimato delle donne”, organizzato dal Gruppo Deputati PD in collaborazione con il Forum Politiche Sociali e Forum Politiche Sanitarie, il Gruppo PD della Regione Piemonte e del Comune di Torino e la Conferenza donne del PD Piemonte.

Durante il dibattito, introdotto da Andrea Giorgis (Commissione Affari Costituzionali Camera dei Deputati) e presieduto da Lucia Centillo (Forum Politiche Sociali; Consigliera PD del Comune di Torino e della Città metropolitana con delega a Diritti Sociali, Parità e Welfare), hanno portato i loro contributi Anna Maria Baldelli (Procuratrice della Repubblica Tribunale dei Minori Piemonte e Valle d’Aosta), Assunta Confente (Avvocata, Camera Minorile di Torino), Laura Onofri (Presidente Commissione Diritti e Pari Opportunità della Città di Torino), Chiara Saraceno (Sociologa), Frida Tonizzo (Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie),  Vladimiro Zagrebelsky (già giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), Anna Rossomando (Commissione Giustizia Camera dei Deputati).

L’incontro è stato organizzato per approfondire il tema del cosiddetto “parto segreto”, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 278/2013 e del disegno di legge (C. 784) approvato dalla Camera.

In Italia, la materia relativa alla possibilità di accesso per le persone adottate alle informazioni sulle proprie origini biologiche è disciplinata dalla legge 4 maggio 1983, n. 184. In particolare l’art. 28 prevede che la persona adottata, al compimento dei 25 anni di età, possa accedere alle informazioni relative ai suoi genitori biologici.

Tale possibilità è invece preclusa ove la madre si sia avvalsa del cosiddetto “parto anonimo”, chiedendo di non essere nominata negli atti di stato civile; né sussiste per la persona adottata la possibilità di verificare la permanenza o meno della volontà materna di rimanere nell’anonimato.

L’articolo 93 del codice della privacy prevede il decorso di almeno cento anni perché si possa avere accesso al certificato di assistenza al parto o alla cartella clinica contenenti i dati personali che rendono identificabile la madre che abbia dichiarato di non voler essere nominata.

Con la Sentenza della Corte Costituzionale n. 278/2013 è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 28, comma 7, della legge n. 184 del 1983 (Diritto del minore ad una famiglia) nella parte in cui non prevede – attraverso un procedimento, stabilito dalla legge, che assicuri la massima riservatezza – la possibilità per il giudice di interpellare la madre (che abbia dichiarato di non voler essere nominata) su richiesta dei figli, ai fini di un’eventuale revoca di tale dichiarazione.

La sentenza di incostituzionalità ha quindi rinviato al legislatore il compito di predisporre con legge i giusti mezzi e di stabilire le procedure che i Tribunali dovranno seguire in concreto per interpellare la madre.

Nelle more dell’approvazione di una legge da parte del Parlamento, i Tribunali per i minorenni hanno ritenuto immediatamente applicabile la sentenza della Corte Costituzionale.

Ad oggi, tramite i Tribunali per i minorenni, su istanza dei figli adottati non riconosciuti, le madri che hanno deciso di partorire in anonimato possono già essere interpellate dal giudice in merito alla perdurante volontà di ribadire o meno la scelta fatta in passato. I Tribunali stanno quindi individuando in via giurisprudenziale, discrezionalmente, le modalità di ricerca della madre biologica con rischi concreti di prassi difformi tra i vari uffici.

Il disegno di Legge “Modifiche all’art. 28 della legge 4 maggio 1983, n. 184 e altre disposizioni in materia di accesso alle informazioni sulle origini del figlio non riconosciuto alla nascita”, che è stato approvato dalla Camera dei Deputati lo scorso 18 giugno e dovrà ora essere discusso e approvato anche dal Senato, ha recato alcune modifiche alla normativa vigente al fine di ampliare la possibilità per i figli non riconosciuti alla nascita, di conoscere le proprie origini biologiche.

Le nuove disposizioni prevedono che non solo i figli adottati, ma anche i figli che non sono stati riconosciuti alla nascita da una donna che abbia manifestato la volontà di non essere nominata, possano, compiuti i diciotto anni di età, chiedere di accedere alle informazioni che riguardano la propria origine e l’identità dei propri genitori biologici. Decorsi diciotto anni dalla nascita dei figli, alla madre che ha partorito in anonimato è consentito confermare la propria volontà, attraverso una comunicazione al Tribunale per i minorenni del luogo di nascita dei figli. In tal caso, qualora venga presentata istanza di interpello, il tribunale autorizza l’accesso alle sole informazioni di carattere sanitario.

Il procedimento di interpello per l’accesso alle informazioni sulle proprie origini è disciplinato dal nuovo comma 7bis dell’articolo 28, legge 4 maggio 1983, n. 184. L’istanza può essere presentata una sola volta al tribunale per i minorenni del luogo di residenza dei figli. Il tribunale dei minorenni, con modalità che devono assicurare la massima riservatezza, avvalendosi preferibilmente del personale dei servizi sociali, deve contattare la madre per verificare se intenda o meno mantenere l’anonimato.

Il Consiglio Comunale di Torino, ha approvato lo scorso 3 novembre  l’Ordine del Giorno n. 18/2014 “Urgente appello al Parlamento e al Governo per difendere il segreto del parto, la salute delle donne e il futuro dei bambini non riconosciuti” presentato dalle Consigliere Lucia Centillo (prima firmataria), Domenica Genisio, Laura Onofri, Barbara Cervetti, Chiara Appendino, Federica Scanderebech, Paola Ambrogio, Raffaella Furnari e dai Consiglieri Silvio Viale, Silvio Magliano, Paolo Greco Lucchina, Enzo Liardo, Alessandro Altamura e Andrea Araldi.

Con questo atto il Consiglio Comunale ha aderito all’appello “Difesa del segreto del parto, della salute delle donne e del futuro dei bambini non riconosciuti” promosso da Fondazione Sociale Onlus, Associazione promozione sociale, redazione della rivista “Prospettive Assistenziali” e Associazione Nazionale Famiglie Adottive ed Affidatarie. Con l’Ordine del Giorno, inoltre, il Consiglio Comunale ha chiesto al Parlamento e al Governo italiano di conservare l’attuale impianto delle leggi relative al segreto del parto e di rispettare la volontà della donna che decide di non essere nominata.

Il dibattito dello scorso venerdì ci ha fornito molti spunti di riflessione per poter approfondire questo tema. Oltre agli interventi previsti nel programma dell’incontro, molte persone, alcune appartenenti ad Associazioni, hanno chiesto la parola per poter condividere le proprie esperienze, i dubbi e le proposte in merito alle modifiche necessarie al disegno di legge che dovrà essere discusso e approvato dal Senato.

Il testo del disegno di legge approvato dalla Camera dei Deputati prevede anche l’accesso all’identità della donna defunta: quasi tutte le persone intervenute durante la discussione hanno sottolineato l’importanza di emendare questo articolo della Legge in Senato, poiché ritenuto fortemente invasivo sulla scelta della donna, che nel frattempo potrebbe avere costruito un’altra famiglia, e gravemente lesivo della sua immagine.

È emersa inoltre l’esigenza di ripristinare l’età per richiedere l’accesso alle informazioni da 18 a 25 anni, poiché a 18 anni la personalità è ancora in via di formazione e ricevere un eventuale secondo rifiuto potrebbe risultare psicologicamente devastante per la persona non riconosciuta.

L’effetto retroattivo della legge ci pone in particolare una grande preoccupazione: quali gravi conseguenze potranno esserci per le donne che hanno scelto in passato di partorire in anonimato e che potrebbero oggi essere rintracciate senza il loro preventivo consenso? E come si comporteranno le nuove gestanti?

C’è inoltre un aspetto che non dobbiamo dimenticare: le persone adulte di oggi che hanno la possibilità di cercare la loro madre, che ha deciso di partorire in anonimato, lo possono fare proprio perché la madre ha compiuto questa scelta, affidandosi a strutture e a cure sanitarie con la certezza di poter mantenere segreta la propria identità. Senza quella certezza, forse, non avrebbe fatto quella scelta e senza quella scelta non ci sarebbe stata la possibilità per quei bambini di nascere e di diventare gli adulti di oggi.

Lucia Centillo
Laura Onofri