Progetto “Rifugio Diffuso”, un modello di inclusione sociale per richiedenti asilo e rifugiati

migranti-300x141

Ieri pomeriggio l’assessora Elide Tisi è intervenuta in IV Commissione con Marcella Rodino (Ufficio Pastorale Migranti) e Salvatore Bottaro (Ufficio Stranieri del Comune di Torino) per presentare il progetto “Rifugio Diffuso” all’interno del programma SPRAR – Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati.

Si tratta di un modello di accoglienza rivolto a beneficiari in fase di uscita dalle ordinarie strutture SPRAR e caratterizzato dal forte rapporto fiduciario che viene a crearsi tra la famiglia disponibile e il beneficiario che vi viene inserito. Su 460 posti SPRAR, 28 sono gestiti secondo il progetto “Rifugio Diffuso”, altre 16 persone sono state inserite presso strutture della famiglia salesiana con caratteristiche dell’accoglienza in famiglia.

Il percorso di inserimento viene monitorato e supportato dagli operatori comunali impegnati nel progetto SPRAR insieme agli operatori degli enti gestori dei centri che in precedenza avevano avviato il percorso di inclusione sociale, soprattutto per quanto riguarda l’attivazione di interventi finalizzati all’avvicinamento al lavoro.

“Questo progetto si pone come modello di inclusione sociale per rifugiati e richiedenti asilo: l’accoglienza ha un miglior impatto sul territorio, in quanto le persone non vengono concentrate in una determinata area, ma distribuite in modo da evitare il più possibile tensioni sociali e incentivate ad essere parte attiva nel costruire legami con la società locale”, ha spiegato l’assessora Elide Tisi.

L’assessora ha inoltre ricordato che le 800 persone inserite ogni anno nel programma SPRAR consentono di dare continuità all’impegno preso con il Ministero.

“Questi progetti contribuiscono a migliorare la qualità della vita di questa città per tutte le persone. È una rete vera di soggetti che collabora quotidianamente e in modo silenzioso, rendendo alla comunità un grande servizio sociale: progetti personalizzati che restituiscono dignità, trasformando in risorse situazioni che generalmente vengono considerate dei problemi”, ha affermato Guido Alunno, presidente della IV Commissione, ringraziando tutte le persone che lavorano all’interno del progetto.

Annunci

Gioco d’azzardo: Lavoriamo per linee guida condivise

Commissione Legalità
Da destra: Giulio Marotta, Fosca Nomis e Guido Alunno

Ampia discussione oggi a Torino sul gioco d’azzardo e sui possibili interventi per contenere il fenomeno nella riunione della Commissione Legalità, insieme alle Commissioni Welfare e Commercio.

L’occasione è stata l’audizione di Giulio Marotta, responsabile dell’Osservatorio parlamentare di Avviso Pubblico, l’associazione di Enti Locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie, di cui fa parte anche il Comune di Torino.

Marotta ha innanzitutto specificato che manca una normativa comunitaria specifica sul gioco d’azzardo (c’è solo una risoluzione del 2013, in cui si afferma la legittimità degli interventi degli Stati membri a protezione dei giocatori). In Italia – ha spiegato – ci sono stati numerosi interventi legislativi, in particolare per regolamentare le concessioni e le autorizzazioni e per stabilire i giochi vietati. Molte Regioni poi hanno definito ulteriori normative, così come tanti Comuni si sono mossi per contrastare i possibili danni legati alla dipendenza dal gioco.

Mancando ancora in Italia una normativa chiara e unitaria che tuteli i giocatori ed eviti possibili contenziosi con le aziende, chiederemo al presidente nazionale di Anci Piero Fassino di intervenire, soprattutto in vista delle Linee guide sul gioco d’azzardo che la Conferenza Stato, Città e Autonomie Locali dovrebbe emanare entro il 30 aprile 2016, come previsto dall’ultima Legge di Stabilità.

Crediamo occorra definire a livello nazionale un ampio elenco dei luoghi sensibili e distanze rigorose entro cui non possano esserci locali per giochi d’azzardo e scommesse, prevedendo norme che valgano per tutte le aziende – e non solo per le nuove aperture, dando agli imprenditori un periodo di tempo per adeguarsi.

Fosca Nomis, Presidente Commissione Legalità

Guido Alunno, Presidente Commissione Welfare

Leggi anche:

Comunicato Ufficio Stampa Consiglio Comunale

Muzzarelli (PD): Giovani, un assessorato per promuovere le opportunità di lavoro

GIOVANI-E-LAVORO

“Pensare alle politiche giovanili oggi significa innanzitutto pensare alla promozione delle opportunità di lavoro rivolte ai giovani. È quindi indispensabile iniziare a pensare ad una integrazione in un unico assessorato delle competenze riferite alle politiche giovanili e alle politiche attive del lavoro, promozione e occupazione giovanile e femminile, oggi distinte in due differenti assessorati”, ha affermato il Consigliere Marco Muzzarelli oggi pomeriggio durante la verifica in Commissione Lavoro dello stato di attuazione della mozione “Giovani: una opportunità di creatività e innovazione per il mondo del lavoro” (primi firmatari i Consiglieri Muzzarelli, Alunno, Nomis).

Ha aggiunto il Consigliere Muzzarelli: “Definire modalità di coordinamento degli assessorati all’adolescenza, al lavoro e alla gioventù, anche attraverso la costituzione di un tavolo interassessorile, in modo da condividere le risorse e progetti afferenti tematiche dei giovani e del lavoro: è questa una priorità organizzativa per realizzare politiche attive del lavoro rivolte al mondo dei giovani. Questo è un impegno che abbiamo chiesto all’Amministrazione con l’approvazione del bilancio di previsione 2015.”

Sharing Economy e Modelli di Governance

Sharing Economy

Incontro Pubblico

Martedì 16 febbraio ore 16.30

Sala Colonne di Palazzo Civico – piazza Palazzo di Città 1 Torino

Si parla sempre più spesso di economia collaborativa, dei suoi utilizzi e dei suoi benefici, un modello economico basato sulla condivisione, lo scambio, il commercio, o l’affitto di beni e servizi che privilegia l’accesso rispetto alla proprietà e che sta ridefinendo non solo cosa consumiamo ma anche come. Cos’è la sharing economy, quali sono i modelli emergenti? Qual è il ruolo delle istituzioni in un contesto in così rapida evoluzione? Quali sono le esperienze attive? Come può Torino diventare laboratorio e sperimentazione di questi nuovi paradigmi?

Saranno presenti:

Piero Fassino, Sindaco della Città di Torino

Benedetta Brighenti, responsabile del parere sulla sharing economy votato a dicembre dal Comitato Europeo delle Regioni. Vicesindaco di Castelnuovo Rangone (MO)

Marta Maineri, Fondatrice di Collaboriamo.org piattaforma per riunire tutti i servizi collaborativi italiani per dargli visibilità e farli conoscere

Ivana Pais, Università Cattolica del Sacro Cuore, Docente di Sociologia Economica. Studia le reti sociali e le comunità professionali digitali

Gianluca Ranno Gnammo Social Eating

Davide Ghezzi Zego Carpooling Urbano

Matteo Stifanelli AirBnB Condivisione di alloggi

Introducono e moderano l’incontro:

Fosca Nomis, presidente commissione Legalità

Marco Muzzarelli, presidente commissione Smart City

Interverranno inoltre:

Michele Paolino, capogruppo PD Comune di Torino

Guido Alunno, presidente commissione Welfare

Gianni Ventura, presidente commissione Lavoro

Daniele Viotti, parlamentare europeo

 

Vedi: Evento Facebook

 

Nuovo Decentramento, parte la riforma

Torino panorama

Attesa da quindici anni, e a trenta dal passaggio dai Consigli di quartiere alle Circoscrizioni, è stata approvata questa mattina durante la seduta del Consiglio Comunale la proposta di deliberazione che definisce il nuovo regolamento del decentramento.

“Più partecipazione, più competenze, più efficienza amministrativa, più efficacia nell’operatività quotidiana. Sono questi gli elementi essenziali di una riforma che questo Consiglio ha avuto il coraggio e la determinazione di realizzare, pur fra molti distinguo, difficoltà, battaglie d’Aula” – ha affermato il capogruppo del Partito Democratico, Michele Paolino.

In Aula il Consigliere Guido Alunno ha così sottolineato la portata della riforma:

“Nel 1959 Pietro Nenni raccontò l’episodio di un viandante che incontrò alcuni operai che stavano lavorando. Chiese loro cosa stavano facendo e il primo rispose: “Stiamo ammucchiando mattoni”, mentre il secondo disse: “Stiamo costruendo una cattedrale”.

E oggi noi stiamo costruendo una cattedrale. E lo ribadisco con la sicurezza del lavoro svolto e per gli obiettivi importanti che ci siamo dati.

Abbiamo analizzato tutti gli aspetti più rilevanti e rivisto ogni articolo di Statuto e Regolamento, fino a esaminare ogni singola parola. Poi in un secondo momento è sembrato che contassero solo numero e confini delle Circoscrizioni.

Ricordo, a scanso di equivoci, che la proposta del Pd è stata di ridurre a cinque sin da subito. Poi abbiamo accettato la mediazione a 6 e successivamente subìto quella a 7. Oggi per ritornare alle 5 Circoscrizioni iniziali si è concordato un passaggio graduale a 8 per le elezioni 2016 che però, sul lungo periodo, permetterà di dimezzare le Circoscrizioni e i relativi costi. E come molti degli strumenti innovativi previsti sui temi di partecipazione e sussidiarietà, nuove competenze e struttura organizzativa li consegniamo con fiducia ai nuovi amministratori, scommettendo sul futuro convinti che questa riforma potrà ridisegnare un nuovo ruolo per le comunità territoriali e per i loro organi di Governo.

Stiamo costruendo una cattedrale. E sono dispiaciuto per coloro che pensano che tutto questo è invece soltanto un accumulo di mattoni”.

Alloggio confiscato alla mafia sarà destinato al welfare

Torino

Per la prima volta a Torino un alloggio confiscato alla mafia sarà destinato al welfare.

È stato presentato questa mattina in IV Commissione Consiliare l’atto proposto dalla Giunta Comunale a firma del vicesindaco Elide Tisi con il quale, a seguito di confisca alla criminalità organizzata, la Città di Torino ha acquisito un appartamento di circa 65 mq sito in strada Altessano n. 130/10, il cui valore complessivo è di circa 190mila euro, comprensivo dei box e della cantina.

L’appartamento, attualmente libero, presenta uno stato di manutenzione pessimo causato da atti di danneggiamento vario.

Per realizzare gli interventi di recupero necessari, stimati in circa 40mila euro, la Città di Torino presenterà specifica istanza alla Regione Piemonte che, in esecuzione della legge regionale 14/2007, promuove e sostiene interventi volti al finanziamento per il recupero di beni confiscati alla criminalità mafiosa ed assegnati ai Comuni.

Terminati i lavori di ristrutturazione, l’appartamento sarà reso idoneo per l’assegnazione ad un nucleo familiare in situazione di emergenza abitativa.

“Con questo atto si conclude un iter lungo e articolato che permette per la prima volta alla Città di destinare al welfare comunale un alloggio confiscato alla mafia – dichiara il Presidente della IV Commissione Consiliare, Guido Alunno – Ha un valore simbolico elevatissimo e tutti ci auguriamo che possano seguirne molti altri nel tempo più breve possibile”.

Diritto alla mobilità, audizione del Disability Manager GTT

Guido Bordone, Disability Manager GTT
Guido Bordone, Disability Manager GTT

Il disability manager del Gruppo Torinese Trasporti, Guido Bordone, è intervenuto ieri mattina a Palazzo Civico durante la seduta congiunta delle Commissioni Consiliari II, IV e Diritti e Pari opportunità.

“Il tema dell’accessibilità è un tema trasversale che racchiude un insieme di molti aspetti all’interno dei quali è necessario il coordinamento di azioni e persone. Proprio per questo riteniamo fondamentale la collaborazione tra più funzioni all’interno dell’azienda e il coinvolgimento delle associazioni: sono loro che ci possono dare le indicazioni concrete per migliorare gli aspetti legati alla piena accessibilità dei mezzi e della mobilità – ha detto Bordone – Abbiamo realizzato corsi di formazione per i nostri autisti includendo interventi sul tema dell’accessibilità e della disabilità intellettiva in quanto riteniamo sia importante coinvolgere le persone. Il ruolo degli autisti, in particolare, va oltre la semplice mobilità: spesso svolgono un ruolo sociale, molti utenti si rivolgono ai conducenti per avere informazioni o sicurezza. I nostri messaggi si rivolgono inoltre alla cittadinanza: a volte i problemi di accessibilità sono creati dai comportamenti degli altri utenti”.

La figura del disability manager permette di avere un unico principale punto di riferimento al quale rivolgersi per le questioni riferite alla disabilità, una situazione che permette di ridurre le problematiche in tema di accessibilità.

”Un tempo non si sapeva a chi rivolgersi, oppure ci si rivolgeva a più persone, perdendo tempo e rischiando di ricevere informazioni incomplete o frammentate – ha ricordato Gabriele Piovano, vicepresidente della CPD, Consulta per le Persone in Difficoltà – Avere un’unica persona di riferimento alla quale rivolgersi ha ridotto notevolmente queste problematiche”.

“La figura del disability manager all’interno di Gtt evidenzia la sensibilità della società su questi temi – ha affermato la Consigliera Lucia Centillo – Ritengo molto utile il metodo con il quale vengono progettati gli interventi: con il coinvolgimento delle persone.

L’ accessibilità è migliorata negli anni, ma permangono ancora alcune difficoltà. Proprio per questo è importante lavorare insieme per superare le barriere che ancora oggi possono impedire alle persone di prendere i mezzi pubblici e di esercitare il fondamentale diritto alla mobilità. Sarà necessario indirizzare il ragionamento a livello dell’area metropolitana con la partecipazione dell’Agenzia per la Mobilità Metropolitana”.

“Quanto è stato realizzato da GTT è molto positivo e dimostra la capacità di affrontare il problema dell’accessibilità del trasporto pubblico – ha detto il Presidente Guido Alunno – Ora l’impegno che dobbiamo prendere tutti è quello di fare sistema, ponendo il tema dell’accessibilità del suolo, degli edifici e dei trasporti all’interno di un Piano che permetta di avere il quadro completo della situazione e di poter programmare gli interventi necessari per poter definire la quantità delle risorse da investire e dove allocarle”.

“È molto importante organizzare dei momenti di riflessione rivolte alla cittadinanza – ha concluso la Presidente Laura Onofri – realizzare delle iniziative per sensibilizzare le persone al tema dell’accessibilità”.

Accessibilità, linee di indirizzo per l’eliminazione delle barriere architettoniche

Il Presidente Guido Alunno e la Presidente Laura Onofri durante la Commissione

Ieri mattina durante la seduta congiunta delle Commissioni Consiliari II, IV e Diritti e Pari Opportunità è stata liberata per la discussione e votazione in Consiglio Comunale la deliberazione che approva le linee di indirizzo per la predisposizione e la realizzazione di un Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) della Città di Torino.

L’architetto Filippo Orsini, funzionario della Direzione Infrastrutture e Mobilità, ha illustrato in Commissione la deliberazione.

In linea generale, il PEBA dovrà perseguire i seguenti obiettivi:

– mappare e diagnosticare gli edifici pubblici di proprietà comunale aperti al pubblico, gestiti in forma diretta, per evidenziare i livelli raggiunti di accessibilità e mettere in rilievo le criticità da risolvere. La mappatura sarà realizzata entro la fine di quest’anno;

– definire un elenco degli interventi necessari, ordinati secondo una scala condivisa di priorità, con la relativa stima di massima dei costi di intervento necessari per una successiva programmazione attuativa;

– realizzare un supporto cartografico informatizzato finalizzato all’aggiornamento del PEBA, che permetta il controllo di quanto realmente effettuato, mediante la progressiva attuazione del piano che potrà dunque essere monitorata costantemente;

– estendere successivamente il piano agli edifici di pubblica fruizione esistenti, siano essi di proprietà comunale o no, per definire la loro accessibilità attraverso lo spazio urbano pubblico.

Il PEBA interagirà con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e dovrà essere elaborato con la partecipazione attiva e il contributo delle associazioni operanti nel campo delle disabilità, mediante il contributo del Servizio Disabili della Direzione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie.

Tra gli aspetti dell’attuazione del PEBA che dovranno essere verificati in Commissione, la Consigliera Domenica Genisio ha ricordato l’accessibilità dei luoghi dove si svolgono le manifestazioni patrocinate dal Comune di Torino in quanto l’accessibilità rientra tra i requisiti per la concessione dei patrocini da parte dell’Amministrazione.

Il Presidente Guido Alunno in chiusura di Commissione ha anticipato la volontà di ampliare la platea dei soggetti da coinvolgere per una città accessibile a 360 gradi: aziende partecipate, altri enti pubblici e mondi del privato, a partire dal mondo delle attività commerciali e artigianali.

“Per finanziare il piano di interventi – ha aggiunto il Presidente Alunno – il Consiglio Comunale tutto sarà misurato dalle scelte sul prossimo bilancio, mentre fin da subito si possono inserire richieste di abbattimento di barriere architettoniche nei bandi di concessione di immobili comunali, con adeguati punteggi premiali, e accordi nella stessa direzione sugli oneri delle tante trasformazioni urbanistiche che intervengono in modo diffuso nella città”.

La realizzazione del PEBA nella città di Torino è stata sollecitata dal Consigliere Silvio Viale che ha presentato una mozione firmata insieme al Movimento Cinque Stelle, approvata lo scorso giugno dal Consiglio Comunale, con la quale l’Amministrazione si è impegnata a predisporre tempestivamente un Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, Sensoriali e Comunicative per la Città, oltre a individuare un gruppo di lavoro di riferimento per l’implementazione del Piano e a richiedere la definizione di una quota di bilancio da destinare alle azioni specifiche previste dal PEBA.

Giovani: creatività e innovazione per il mondo del lavoro

lavoro

È stata approvata all’unanimità nel corso della seduta odierna del Consiglio Comunale la mozione Giovani: una opportunità di creatività e innovazione per il mondo del lavoro” presentata dal Gruppo Consiliare Partito Democratico.

La mozione è stata elaborata a conclusione di un percorso di riflessione sul tema “Giovani e Lavoro” promosso dai Consiglieri Marco Muzzarelli e Guido Alunno.

“A partire dai primi mesi di quest’anno abbiamo organizzato alcune serate di approfondimento sul tema dei giovani e del lavoro coinvolgendo differenti realtà locali che promuovono sul territorio esperienze di formazione e lavoro indirizzate ai giovani – hanno affermato i Consiglieri Muzzarelli e Alunno – Le nostre riflessioni sono partite dai dati presentati nel Rapporto Giorgio Rota, evidenziando in particolare alcuni aspetti della realtà torinese, dove la disoccupazione giovanile presenta dati preoccupanti, collocando la nostra città a metà strada tra le città del nord e quelle del sud. Il panorama descritto è quello di un Paese dove gli investimenti per le politiche attive del lavoro sono diminuiti nel corso degli anni e nello stesso tempo è andato diffondendosi il fenomeno dei NEET – “Not (engaged) in Education, Employment or Training”, ovvero dei giovani al di sotto dei 25 anni che né studiano né lavorano. Una situazione preoccupante che ci è stata confermata anche dall’ultimo Rapporto Giorgio Rota presentato recentemente in Commissione Lavoro.

Alle serate di riflessione hanno preso parte anche gli assessori competenti per il tema trattato: l’assessora Ilda Curti e l’assessore Domenico Mangone. A conclusione di questi incontri abbiamo quindi individuato alcune azioni percorribili per promuovere l’occupazione dei giovani e le abbiamo inserite in una proposta di mozione per impegnare l’Amministrazione a realizzarle concretamente”.

Marco Muzzarelli pd comune torino
Il Consigliere Muzzarelli interviene in Sala Rossa

Nel dettaglio la mozione impegna il Sindaco e la Giunta a:

  • sperimentare nuove forme di gestione dei centri giovanili coinvolgendoli nella progettazione e gestione  degli spazi e favorendo la nascita di piccole imprese in grado di offrire servizi e attività per i giovani del territorio;
  • trasformare i centri giovanili e l’Informagiovani in “sistemi concentratori” di riflessione, cultura e raccolta dati attorno alle tematiche del lavoro. Non un semplice sportello di ascolto ed orientamento, ma un luogo dove si aggregano e si incontrano i soggetti del territorio che a vario titolo affrontano le tematiche del lavoro e dei giovani;
  • favorire le relazioni, unificare al fine di rafforzare la costruzione di una rete tra tutti i soggetti pubblici e privati che a vario titolo offrono ai giovani servizi per il lavoro;
  • facilitare la nascita di esperienze locali in grado di gestire e creare una nuova economia dall’utilizzo di spazi e luoghi afferenti alla città;
  • definire un regolamento per valorizzare e tracciare le work experience affinché sia possibile valorizzare ed utilizzare le potenzialità formative delle imprese incrociandole e facendole incontrare con le potenzialità creative dei giovani;
  • favorire l’espressione dei giovani, delle loro capacità di ideazione, innovazione e creatività attraverso la possibilità di proporre azioni costruendo “concorsi e bandi di idee” rivolti principalmente ai giovani per sfruttarne le loro potenzialità;
  • richiedere alle aziende partecipate dal Comune che garantiscano ogni anno un numero di tirocini pari almeno al 3% del proprio personale rivolti a giovani con età compresa tra i 18 ed i 25 anni;
  • attivare percorsi formativi e di approfondimento all’interno delle esperienze scolastiche per l’educazione alla creatività ed alla autoimprenditorialità;
  • favorire la nascita di piattaforme per la certificazione delle competenze informali e la loro tracciabilità.

La Relazione Conclusiva “Giovani e Lavoro”

Promuovere la cultura della legalità per costruire una società libera dalle mafie

IMG_2121

La cultura della legalità deve essere promossa a partire dai giovani e dalle scuole: in questo modo possiamo sperare di riuscire a costruire insieme un contesto sociale che sia davvero libero dalle mafie.

Per questo motivo il Gruppo Consiliare del PD ha voluto promuovere lo spettacolo teatrale “Per Questo!” che ha portato in scena, attraverso il racconto dell’attrice Eleonora Frida Mino, la storia di un uomo che ha dedicato la vita alla difesa della legalità, con coraggio e speranza: la storia di Giovanni Falcone.