La Città di Torino e il Csi.

L’assessora ai servizi informativi Pisano della Giunta #Appendino comunica che stanno valutando un taglio secco di oltre 5.200.000 di servizi erogati dal #CSI Piemonte, oltre il 25% dell’intero contratto di servizio della Città di Torino. Non male come inizio della nuova amministrazione…e meno male che la tecnologia, l’ICT e la dematerializzazione erano le priorità del #M5S…pensa non lo fossero state…di questo passo torniamo al Pentium IV…

Stefano Lo Russo

Nomis e Muzzarelli (PD): Sei proposte per l’ecosistema Start Up

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I Consiglieri Muzzarelli e Nomis con il Sindaco Fassino durante l’incontro con le Start Up torinesi

Sei proposte per promuovere l’ecosistema torinese delle Start Up, per dare ossigeno e fiducia a un’intera generazione di nuovi imprenditori che stanno trasformando il tessuto economico e sociale di Torino.

Le proposte dei Consiglieri Fosca Nomis e Marco Muzzarelli, elaborate nel corso di una serie di incontri e confronti nei mesi scorsi, sono state condivise dalle imprese e dal Sindaco Piero Fassino, in occasione dell’incontro che i Consiglieri hanno organizzato il 12 aprile a Rinascimenti Sociali, in una sala tutta esaurita, per presentare una decina di Start Up e far conoscere il prezioso lavoro svolto dagli acceleratori e dagli incubatori torinesi.

“Le sei proposte per favorire la nascita e lo sviluppo di Start Up torinesi – spiega Fosca Nomis – si collocano nel percorso di trasformazione avviato negli ultimi anni a Torino. Qui, grazie al nostro vissuto industriale, c’è un terreno fertile per l’innovazione e l’avanguardia. Qui sono nate eccellenze italiane (cinema, televisione, arte, design, jazz, fablab, innovazione sociale, ecc.). E qui ora si sta sviluppando un’economia innovativa legata alle Start Up che può trainare la ripresa, se saremo in grado di creare condizioni favorevoli per attrarre a Torino investitori e imprenditori, in particolare tra i giovani”.

“Nel ringraziare il Sindaco per condividere le nostre proposte – dichiara Marco Muzzarelli – apprezziamo l’impegno della Città nel mettere luoghi fisici a disposizione di nuove forme di imprenditorialità e nel favorirne l’utilizzo, anche attraverso tariffe Imu agevolate per chi ospita Start Up. I nostri obiettivi sono aprire residenze per startuppers, istituire uno Sportello dedicato alle Start Up, snellire la burocrazia, rendere i dati più accessibili, promuovere – anche a livello internazionale – le nostre imprese innovative e offrire servizi della Città a condizioni agevolate. Torino può spendere le sue capacità migliori, mettendo insieme le sue competenze di innovazione e attenzione agli aspetti sociali”.

Per approfondire:

“Start Up come motore di creatività, innovazione e sviluppo di Torino – Le 6 proposte dei Consiglieri Nomis e Muzzarelli”

I temi per definire una Smart City

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Nel corso dei lavori della Commissione Speciale Smart City del Comune di Torino, Presidente Marco Muzzarelli, sono stati individuati alcuni temi fondamentali sui quali definire una Smart City.

  1. Progettare a partire dalle persone

Una Smart City dovrebbe essere definita a partire dalle persone e dalle loro relazioni, piuttosto che dagli aspetti tecnologici. La capacità di innovarsi da parte della Città di Torino e la storica propensione e attenzione alle tematiche sociali possono essere la chiave di lettura per definire una nuova città Smart attenta alle persone e ai loro bisogni e capace di interpretare questi stessi bisogni attraverso l’uso attento dei dati e di tutti gli strumenti tecnologici, come nel caso di Torino Social Innovation. Le tecnologie digitali non devono essere il fine ultimo della Smart City, ma assumere il ruolo di “strumento abilitante”, capace di “abilitare” opportunità.

  1. Un approccio innovativo e trasversale

La Smart City richiede un approccio innovativo che attraverso una progettazione per strati superi il tradizionale processo di suddivisione di deleghe e competenze per silos verticali. La vision e la governance della Smart City devono essere coerenti con questa impostazione, sia a livello di deleghe che di competenze istituzionali. Occorre quindi ripensare alle modalità con le quali gli aspetti di innovazione possono attraversare trasversalmente tutte le deleghe, anche all’interno di assessorati differenti, mantenendone comunque una regia.

  1. Una Struttura amministrativa capace di essere Smart

L’amministrazione pubblica costituisce la spina dorsale della città: occorre partire da questo centro nevralgico affinchè la capacità innovativa della città si diffonda anche all’esterno. A Torino, molto si è fatto con alcune iniziative come InnovaTo per accogliere e incentivare l’innovazione del personale interno alla macchina comunale: questo può essere considerato il primo passo di un inderogabile percorso.

  1. Trasparenza amministrativa, fornire dati in formato leggibile e utilizzabile

Open Data e Big Data: la trasparenza di un’Amministrazione non si misura solo attraverso la disponibilità a fornire i dati a fronte delle richieste dei cittadini, ma soprattutto dalla capacità di fornire i dati in formato leggibile e utilizzabile anticipando le richieste. I dati e la loro disponibilità a partire dall’amministrazione pubblica, passando attraverso tutte le società partecipate dal Comune di Torino, sono il terreno sul quale creare nuove opportunità per i “policy makers” da un punto di vista decisionale, ma soprattutto per creare un “sistema città” in grado di adattarsi e rispondere in modo continuativo e rapido ai bisogni della città stessa. Oggi la frontiera delle città intelligenti è caratterizzata da una nuova disciplina chiamata Fisica Sociale. Le idee possono diventare abitudini e norme sociali tramite l’apprendimento condiviso, soprattutto fra pari, che diventa pressione sociale. Il nuovo paradigma è quello di utilizzare i dati per andare a progettare la Smart City e non il modello inverso usato fino ad ora. Dobbiamo usare le nuove tecnologie per creare un “sistema nervoso” capace di mantenere stabili i sistemi di governo, energia e salute pubblica in ogni parte del mondo: in questo modo potremo garantirci una società sostenibile. Questo nuovo sistema nervoso può cambiare la vita di tutti noi, focalizzando l’attenzione soprattutto sui trasporti e sulla salute, trasformando l’amministrazione pubblica, creando ambienti che facilitino l’apprendimento, arricchendo la creatività culturale.
Le tecnologie digitali rendono gli interscambi e la collaborazione in remoto estremamente semplici e convenienti, ma non riescono ancora a eguagliare l’interazione faccia a faccia rispetto alla diffusione di idee nuove. Di conseguenza, è necessario favorire l’aggregazione fisica delle persone: è la facilità d’incontro tra gli individui a stimolare l’esplorazione, il coinvolgimento e la rapidità con cui le idee nuove si tramutano in comportamenti innovativi. La vicinanza fisica è, probabilmente, ancora oggi il singolo fattore determinante per incrementare la produttività e la creatività generale.

Muzzarelli (PD): Smart City, promuovere l’accesso libero alla rete partendo dalle vie del commercio

Free Wi Fi Torino

La disponibilità di infrastrutture in grado di supportare lo scambio di dati rappresenta una opportunità per la nostra città: è evidente l’importanza per una città come Torino di avere un accesso continuo al WiFi soprattutto nelle vie del centro.

Non può esistere una smart city senza delle politiche di accesso alla rete in modo libero: l’accessibilità alla rete in modo libero, insieme agli Open Data possono essere i due elementi abilitanti sui quali costruire la Smart City.

Penso ad una prospettiva nella quale anche oggetti generici che si sposteranno nel contesto urbano, come ad esempio nell’ambito dell’ Internet of Things, potranno avere un accesso alla rete senza l’uso di schede telefoniche – che dal punto di vista di inquinamento elettromagnetico hanno comunque un impatto superiore.

Un’ultima riflessione: il WiFi libero a Torino non deve necessariamente essere connesso all’istituzione del Comune di Torino, ma l’Amministrazione potrebbe comunque attivarsi per accompagnare e facilitare la nascita di soggetti privati in grado di fornire servizi di accesso libero alla rete, magari usufruendo della connettività di imprese locali, come ad esempio le associazioni di commercianti.

Marco Muzzarelli, Presidente Commissione Speciale Smart City

Leggi anche:

Articolo la Repubblica – 25 febbraio 2016

Torino, sviluppare la Smart City partendo da idee e relazioni tra le persone

green city on the green hand

Ieri mattina Daniele Russolillo (Fondazione per l’Ambiente Turin School of Local Regulation) è intervenuto nella seduta di Commissione Speciale Smart City dedicata ai nuovi modelli di “Città Intelligente”.

Russolillo ha presentato in Commissione gli studi realizzati dal Politecnico di Milano e alcuni esempi di Smart City a livello mondiale, con approfondimenti sugli elementi comuni caratterizzanti, sulla mancanza di una regolamentazione adeguata e sulla dimensione tecnologica sociale.

“Considerando gli esempi proposti una cosa è chiara: ci stiamo muovendo in un campo dove tutti, in qualche modo, sono in fase di esplorazione – ha affermato il Presidente Marco Muzzarelli – sarà molto importante approfondire alcuni aspetti come le forme di finanziamento pubblico / privato dei progetti e le opportunità che le tecnologie ci possono fornire per migliorare la qualità della vita delle persone. Stiamo iniziando a cambiare il paradigma di Smart City verso la sua dimensione sociale, e il lavoro della Commissione si colloca in questo contesto: passare da un modello altamente tecnologico a un modello che mette al centro le persone e le relazioni”.

Al termine dell’audizione, il Presidente Muzzarelli ha ringraziato Daniele Russolillo per le riflessioni condivise in Commissione, sottolineando in particolare tre aspetti importanti:

“Ci sono tre punti fondamentali che occorre evidenziare. Il primo: dobbiamo imparare a “copiare”, avere la capacità di copiare da chi fa meglio, come nel caso della città di Amsterdam, e replicare sul territorio torinese. Il secondo aspetto riguarda l’importanza delle relazioni tra persone: un modello di città tecnologica è funzionale solo se permette alle persone di mettersi in relazione con altre persone. Ultimo, ma non meno importante: la Smart City è un tema trasversale che coinvolge partiti politici differenti, non esiste un modello di smart city di parte, perchè non esistono ancora modelli di Smart City, questo è il terreno sul quale costruire insieme pensieri e sperimentazioni per avere una Torino migliore”.

Vedi anche:

Sito Fondazione per l’Ambiente

Sito Turin School of Local Regulation

 

Torino sarà un Distretto per la Sharing Economy

Convegno Sharing Economy
Il Convegno “Sharing economy e modelli di governance”

Nomis e Muzzarelli: Fassino ha accolto la nostra proposta per sperimentare e far crescere esperienze di economia collaborativa

Ieri pomeriggio si è svolto a Palazzo Civico il convegno sul tema “Sharing economy e modelli di governance” promosso dai Consiglieri Fosca Nomis e Marco Muzzarelli.

Dopo l’approvazione della mozione per sviluppare a Torino un ecosistema per le start up (votata dal Consiglio Comunale all’unanimità lunedì 15 febbraio 2016), con l’incontro di ieri si è aggiunto un altro tassello nella costruzione di una Torino più innovativa, dinamica e partecipata.

Durante il Convegno i Consiglieri hanno discusso con esperti, imprenditori di importanti aziende (AirBnb, Gnammo, Zego) e rappresentanti delle Istituzioni per arrivare all’ipotesi di un Manifesto della Sharing Economy a Torino.

“Stiamo lavorando – ha dichiarato Fosca Nomis – per un Manifesto della Sharing Economy a Torino. Abbiamo elaborato insieme agli attori del territorio alcuni punti da sviluppare, d’intesa con il sindaco Fassino. Innanzitutto, vogliamo aprire una ‘Torino Sharing School’, per far crescere la cultura della condivisione innanzitutto tra gli amministratori e le amministratrici. Oltre a mappare le risorse presenti, proponiamo inoltre uno Sportello, anche virtuale, e una Piattaforma dedicati alla Sharing Economy, gestiti dall’Amministrazione comunale con personale adeguatamente formato, in grado di rispondere in tempi rapidi alle proposte di nuovi servizi basati sull’economia collaborativa, agevolare sperimentazioni sul territorio torinese ed evitare distorsioni di mercato, fenomeni di concorrenza sleale e/o abusi”.

Torino e la sua area metropolitana, con le importanti risorse per formazione, studio, ricerca e innovazione sociale, – ha dichiarato Marco Muzzarelli – possono diventare un Distretto per lo sviluppo della Sharing Economy, con un’Amministrazione facilitatrice di un ecosistema che faccia dialogare tra loro i vari attori, attragga investitori e imprese, tuteli consumatori e imprenditori e crei nuove opportunità economiche e sociali, in una logica di sostenibilità e inclusività, evitando per quanto possibile sprechi di risorse e conflitti con l’economia tradizionale. Vogliamo inoltre prevedere facilitazioni e burocrazia semplificata per chi avvia start up collaborative a Torino”.

Per approfondire:

Manifesto della Sharing Economy a Torino

Intervento di Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente nazionale Anci, durante il convegno “Sharing economy e modelli di governance”

Mozione “STARTUPTORINO: CREIAMO A TORINO UN ECOSISTEMA PER LE STARTUP”

 

Verso un manifesto della Sharing Economy torinese

Sharing Economy

 

Torino come Distretto per l’Economia Collaborativa

 

I nuovi modelli dell’economia collaborativa (“sharing economy”), in crescente diffusione ed evoluzione, impongono una riflessione anche politica e istituzionale, non per irreggimentare la materia – che per sua stessa natura non prevede intermediatori professionali, ma solo rapporti tra pari – bensì per facilitare gli scambi, la condivisione, la fiducia degli utenti e lo sviluppo di imprese e servizi che possono portare alla comunità benefici, sia economici che sociali.

Torino e la sua area metropolitana – con le importanti risorse per formazione, studio, ricerca e innovazione sociale – può diventare un Distretto per lo sviluppo della Sharing Economy, con un’Amministrazione facilitatrice di un ecosistema che faccia dialogare tra loro i vari attori, attragga investitori e imprese, tuteli consumatori e imprenditori e crei nuove opportunità economiche e sociali, in una logica di sostenibilità e inclusività, evitando per quanto possibile sprechi di risorse e conflitti con l’economia “tradizionale”.

Per mettere a sistema le risorse della città, trasformandola in un polo attrattivo per l’economia collaborativa, proponiamo:

  1. Un intervento formativo per i decisori locali, una “Torino Sharing School”, per far crescere la cultura della condivisione innanzitutto tra gli amministratori e le amministratrici.
  1. Una mappatura degli attori della Sharing Economy del territorio di Torino e della Città metropolitana e degli stakeholder di riferimento.
  1. Uno Sportello, anche virtuale, e una Piattaforma dedicati alla Sharing Economy, gestiti dall’Amministrazione comunale con personale adeguatamente formato, in grado di rispondere in tempi rapidi alle proposte di nuovi servizi basati sull’economia collaborativa, agevolare sperimentazioni sul territorio torinese ed evitare distorsioni di mercato, fenomeni di concorrenza sleale e/o abusi.
  1. Facilitazioni e burocrazia semplificata per chi avvia start up “collaborative”.
  1. Momenti periodici di dibattito e confronto pubblico e attività di comunicazione e informazione (anche nell’ambito della Piattaforma citata al punto 3) per favorire lo sviluppo della cultura collaborativa in contesti informali, alimentare la fiducia di utenti, imprenditori e investitori e monitorare le realtà già esistenti, quelle fallite e quelle in fase di avvio, a Torino e nelle altre città, in Italia e all’estero.

 

I Consiglieri Fosca Nomis e Marco Muzzarelli

Innovazione e Lavoro, a Torino un ecosistema per le startup

Startup

Il Consiglio Comunale di Torino ha approvato questo pomeriggio la proposta di mozione nata in seno alla Commissione Speciale Smart City (presidente: Marco Muzzarelli) che chiede di attivarsi per caratterizzare Torino come città delle Startup, favorendo la creazione di un “ecosistema” per la loro nascita e sviluppo.

L’atto impegna il Sindaco e la Giunta a riconoscere l’importanza della continua crescita del proprio ecosistema di StartUp coinvolgendo tutte le parti (Università, Centri di ricerca, Incubatori di imprese, Imprenditori, Investitori, Formazione) ad aderire al processo e a partecipare attivamente agli sviluppi.

La mozione chiede inoltre all’Amministrazione di attivarsi per caratterizzare Torino come la città delle StartUp, dandosi l’obiettivo di entrare nel ranking delle città europee (dove al momento non sono presenti città italiane) e dotandosi di un processo che veda tra i suoi pilastri talento, contenuti e investimenti.

“All’interno della Commissione Speciale Automotive e della Commissione Smart City sono emerse numerose indicazioni sulla definizione di un “ecosistema” torinese che porta al suo interno capacità di innovazione e creatività non presenti in altri territori – spiegano i Consiglieri Muzzarelli, Nomis e Laterza, componenti della Commissione Smart City e primi firmatari della mozione – Torino è nelle prime posizioni tra le città italiane per differenti motivazioni connesse all’innovazione, dal numero di spazi di Coworking al numero di Startup che fanno riferimento al tema dell’Innovazione Sociale.

Con questa mozione, il Consiglio riconosce l’importanza delle Startup per la promozione dell’innovazione e la creazione di nuove opportunità di lavoro, consentendo alla città di conservare e incrementare il suo dinamismo caratterizzandola anche a livello internazionale”.

Torino è tra le città finaliste per la Capitale europea dell’innovazione 2016, che sarà annunciata il prossimo aprile. Le città saranno giudicate sia sulla base delle iniziative già realizzate, sia sulla base delle loro idee per migliorare la capacità di innovazione per il futuro.

Sharing Economy e Modelli di Governance

Sharing Economy

Incontro Pubblico

Martedì 16 febbraio ore 16.30

Sala Colonne di Palazzo Civico – piazza Palazzo di Città 1 Torino

Si parla sempre più spesso di economia collaborativa, dei suoi utilizzi e dei suoi benefici, un modello economico basato sulla condivisione, lo scambio, il commercio, o l’affitto di beni e servizi che privilegia l’accesso rispetto alla proprietà e che sta ridefinendo non solo cosa consumiamo ma anche come. Cos’è la sharing economy, quali sono i modelli emergenti? Qual è il ruolo delle istituzioni in un contesto in così rapida evoluzione? Quali sono le esperienze attive? Come può Torino diventare laboratorio e sperimentazione di questi nuovi paradigmi?

Saranno presenti:

Piero Fassino, Sindaco della Città di Torino

Benedetta Brighenti, responsabile del parere sulla sharing economy votato a dicembre dal Comitato Europeo delle Regioni. Vicesindaco di Castelnuovo Rangone (MO)

Marta Maineri, Fondatrice di Collaboriamo.org piattaforma per riunire tutti i servizi collaborativi italiani per dargli visibilità e farli conoscere

Ivana Pais, Università Cattolica del Sacro Cuore, Docente di Sociologia Economica. Studia le reti sociali e le comunità professionali digitali

Gianluca Ranno Gnammo Social Eating

Davide Ghezzi Zego Carpooling Urbano

Matteo Stifanelli AirBnB Condivisione di alloggi

Introducono e moderano l’incontro:

Fosca Nomis, presidente commissione Legalità

Marco Muzzarelli, presidente commissione Smart City

Interverranno inoltre:

Michele Paolino, capogruppo PD Comune di Torino

Guido Alunno, presidente commissione Welfare

Gianni Ventura, presidente commissione Lavoro

Daniele Viotti, parlamentare europeo

 

Vedi: Evento Facebook

 

ICT e PA, promuovere le opportunità di sviluppo

Smart city

Lo scorso martedì la Commissione Consiliare Speciale Progetto Smart City in seduta congiunta alla I Commissione Consiliare Permanente ha incontrato il CSI Piemonte, CSP, Torino Wireless e Top-IX per aprire una riflessione sullo stato attuale e sulle prospettive dell’ICT torinese.

L’area metropolitana di Torino è molto attenta alle tematiche digitali, una vitalità del territorio che è importante preservare. Durante l’incontro è stata evidenziata una realtà locale con una pluralità di soggetti coinvolti e attivi. In una situazione oggettiva di difficoltà creata anche dalle limitate risorse a disposizione, evidente anche dallo stato di cassa integrazione del CSP, occorre cercare di trovare le risposte adeguate per continuare ad alimentare questo ecosistema.

Tra i temi sottolineati, la stretta connessione tra agenda digitale e Pubblica Amministrazione. “Dove l’agenda digitale si evolve, anche la PA si evolve – ha detto il Presidente della Commissione Smart City, Marco Muzzarelli – Spesso ci sono grandi occasioni, ma c’è anche una grande lentezza da parte della PA a cogliere queste opportunità di sviluppo. Dobbiamo allora interrogarci sulle modalità per dare più rapidità alle azioni della P.A. in un mondo che si muove molto rapidamente, si aprono e chiudono grandi aziende in meno di dieci anni. Troppo spesso, inoltre, si è parlato di razionalizzazione come fine ultimo della nostra azione e non come strumento di azione: così le ICT non sono il fine ultimo delle nostre azioni, ma possono diventare il nostro strumento per implementare, agendo in modo differente, le politiche sociali”.

La Commissione Speciale Smart City proseguirà le riflessioni aperte sul tema. Al termine della seduta di Commissione, il Presidente Marco Muzzarelli ha anticipato due proposte che potranno essere presentate in Consiglio Comunale: ragionando in termini territoriali di Città metropolitana, anche considerando la grande attenzione e sensibilità dell’area sui temi dell’ICT, la banda larga che potrebbe essere uno degli elementi per facilitare l’ecosistema ICT. La seconda proposta è quella di realizzare un’agenda digitale a livello di Città metropolitana, uno strumento che potrebbe essere utile anche nell’ottica di facilitare azioni in ambito sociale.

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Articolo cittAgorà