Color run: interpellanza su opportunità di dare patrocinio

The Color Run Torino 2014

Sabato 16 maggio si terrà l’edizione torinese della Color Run 2015 che ha visto la partecipazione nel 2014 di circa 10 mila persone; pare quest’anno abbia nuovamente riscontrato un elevato interesse con circa 30 mila sono le persone già iscritte a partecipare, paganti circa 24 euro cadauno. A pochi giorni dalla manifestazione ancora si discute sul luogo da adibire all’evento, forse per evidenti problemi logistici e di messa in sicurezza per l’alta affluenza attesa, l’ipotesi più accreditata, tuttavia, pare essere un tragitto di 5 km sull’area adiacente lo Juventus Stadium senza alcuna chiusura al traffico.

Nel merito interviene la Consigliera Federica Scanderebech (Pd) che ha depositato ieri un’interpellanza che verrà discussa entro breve in Consiglio Comunale.

Dichiara Scanderebech: “Verranno utilizzate le stesse polveri colorate dell’anno scorso “Made in China” importate dall’India di cui la SGS, Società privata di certificazione e analisi, con sede a Shanghai, in data 20 agosto 2013, ne dichiarava, tramite un test durato 20 giorni, gli impatti sul corpo umano ossia che tali polveri se usate a piccole quantità, non sono nocive, ma potrebbe causare irritazioni al corpo se entrassero in contatto con gli occhi ed all’apparato respiratorio se inalate in modeste quantità; improbabili, ma possibili, potrebbero essere le reazioni sulla pelle. Da tale certificazione si evince anche che occorre assolutamente tenere le polveri lontano dal naso, bocca ed occhi dei bambini al di sotto dei 3 anni, nonostante la manifestazione sia tranquillamente aperta ai bambini da 0 a 7 anni, concedendo loro uno sconto grazie al quale pagherebbero solo 3 euro. Ad ogni chilometro i partecipanti verranno cosparsi di polveri colorate e la novità del 2015 è che lungo il percorso si incontrerà un punto glitter dove verranno cosparsi di brillantini e si “luccicherà letteralmente”, come si apprende dal sito ufficiale della manifestazione, ma nessun ente certificatore ad oggi pare abbia espresso la conformità sull’utilizzo di tali glitter o almeno la certificazione non pare visionabile”.

Oltre alla preoccupazione sui colori e i glitter usati la Consigliera Scanderebech solleva altre problematiche:

“Durante l’edizione dello scorso anno purtroppo, però, oltre a colorare le persone, sono state dipinte tutte le strade limitrofe alla gara podistica, oltre al percorso medesimo, e sono rimaste imbrattate per molti giorni successivi e solo grazie ad un temporale improvviso la situazione è stata ripristinata, suscitando non poche polemiche tra cittadini e commercianti, che non avevano neppur ricevuto alcuna preventiva comunicazione in merito.

La Società organizzatrice l’anno scorso aveva stipulato un accordo con Amiat pari a 610 euro per l’intervento di igiene ambientale successivo allo svolgimento della manifestazione, si spera che quest’anno si presti più attenzione al fattore ambientale e non si verifichino nuovamente gli spiacevoli risvolti del 2014.

La maggior parte delle manifestazioni podistiche ha un risvolto benefico mentre tale corsa non ha alcun risvolto solidale ma solo “a scopo di lucro”, è organizzata da una Società per Azioni chiacchierata che a quanto emerge dall’avviso di chiusura delle indagini preliminari della Procura di Milano avrebbe 10 indagati per appropriazione di circa 15 milioni di euro dal 2008 al 2013, per lo svolgimento di manifestazioni che hanno ottenuto, per altro, contributi pubblici anche da parte della Regione Piemonte e del Comune di Torino. L’evento verrà, inoltre, sponsorizzato da Asus, Compass, Brooks, La Gazzetta dello Sport, Europ Assistance, Algida, Rio Mare e San Benedetto e patrocinato dalla Città di Torino e da Torino 2015 Capitale Europea dello Sport”.

Conclude la Consigliera Federica Scanderebech: “Quali benefici, economici e sociali, ne trarrà realmente la Città per una simile manifestazione? E’ moralmente etico concedere il patrocinio a un evento organizzato da una Società cotanto chiacchierata? Capirei se almeno il ricavato avesse un fine benefico o sociale, ma attualmente non mi sovviene alcun fine se non quello a scopo di lucro”.

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