Appendino congela il bilancio

Eccola qui, nuovamente all’opera #Appendino. Dopo aver fatto decadere qualche giorno fa tutte le varianti urbanistiche a prescindere dal merito e senza neanche leggerle (tanto a loro cosa gli frega se dietro ci sono mesi di lavoro degli uffici comunali, cantieri che non partono, professionisti, imprese, posti di lavoro che si perdono) adesso tocca al resto. E così hanno deciso di bloccare completamente il Comune per 45 giorni. Senza, ovviamente, avere uno straccio di alternativa. Ma tanto che gli frega se siamo quasi ad ottobre e ci sono fornitori che aspettano soldi, iniziative da completare, programmi da attuare. Ma si, #Torino e i suoi problemi possono aspettare, tanto per il momento per guadagnarsi lo stipendio, quello invece non se lo bloccano, sindaca, assessori e staff si fanno i selfie, i giretti per la città, dispensano sorrisi, fanno audizioni e annunciano tavoli di discussione.

Stefano Lo Russo – capogruppo Pd

 

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Piero Fassino : Chiudere la Fondazione per la cultura è un dispetto alla città.

Cari concittadini,
presentando la prossima edizione di Biennale Democrazia, la Sindaca Appendino ha confermato l’intenzione di chiudere la Fondazione per la Cultura.
E’ una scelta che ritengo errata e non ne vedo francamente alcuna ragione.
La Fondazione per la Cultura fu istituita nel 2012 – trasformando una precedente Fondazione, la FAM che organizzava MiTo – con una duplice finalità: coordinare la realizzazione dei grandi eventi promossi dalla Città o da terzi in collaborazione con la Città; promuovere un’azione di fund raising per acquisire da soggetti privati (imprese, istituti di credito e assicurativi, fondazioni, enti, associazioni) risorse a sostegno delle iniziative culturali attraverso sponsorizzazioni o altre forme di contribuzione.
In quattro anni la Fondazione si è affermata con successo come una delle principali istituzioni culturali della città, curando l’organizzazione di MITO, Biennale Democrazia, Festival Internazionale del Jazz, Classical Music Festival, TODays, Torino incontra la Francia, Torino incontra Berlino, Natale con i fiocchi, tutte iniziative coronate da grande successo e unanimi riconoscimenti. Per ciascuna di esse la Fondazione – con procedure di evidenza pubblica e con un intenso lavoro di marketing – ha raccolto contributi che hanno spesso coperto l’intero costo dell’iniziativa. La Fondazione ha inoltre curato l’acquisizione di risorse per altri enti culturali cittadini: Teatro Regio, Fondazione Musei, Torino Danza Festival, Festival delle Colline Torinesi e programmi promossi da associazioni culturali di territorio.
In quattro anni la Fondazione ha così mobilitato risorse per 26 milioni di euro di cui circa 21 acquisiti da soggetti e istituzioni privati, stabilendo relazioni con oltre 100 partners. Il tutto con una struttura minima, 1 segretario e 4 dipendenti.
Alla luce di tutto ciò, non si capisce davvero quale sia il beneficio che la Città potrà trarre dalla chiusura della Fondazione. Non un risparmio di costi, stante la esiguità della struttura, per di più costituita da dipendenti comunali in distacco. Né una maggiore efficacia nella promozione dell’attività culturale, che anzi rischia di essere resa più farraginosa. Mentre infatti la Fondazione – nel pieno rispetto di tutte le regole e in assoluta trasparenza – dispone di maggiore flessibilità operativa, la struttura amministrativa del Comune è oberata da rigidità burocratiche e vincoli normativi che possono pregiudicare la promozione degli eventi e la loro qualità. E peraltro non è affatto scontato che sponsorizzazioni e contribuzioni acquisite in questi anni dalla Fondazione, si trasferiscano automaticamente alle strutture comunali, con il rischio dunque di una perdita di risorse invece essenziali per mantenere quell’alto investimento culturale che ha fatto di Torino una riconosciuta capitale di cultura.
Insomma: chiudere la Fondazione per la Cultura non comporterà alcun beneficio, e invece esporrà la Città e le sue attività culturali a grandi rischi. Non vorrei che l’unica ragione sia chiudere una istituzione voluta dal Sindaco Fassino e dalla Giunta precedente. Una scelta che però il dispetto non lo farebbe a me, ma alla Città. Per questo mi auguro che si rifletta prima di adottare decisioni errate.

Piero Fassino

Un nuovo inizio

Riprendiamo il nostro lavoro per la città e per i cittadini; le elezioni amministrative hanno dato un segnale che vogliamo e dobbiamo cogliere.
Gli anni di governo del centrosinistra hanno cambiato il volto della nostra Torino facendola conoscere come città bellissima, ricca di storia e di cultura.
La resistenza alla crisi che da anni attanaglia l’economia della nostra città e del nostro Paese ha consentito, con tutti i limiti del caso, di difendere i nostri concittadini più colpiti.
E’ cominciato un altro capitolo della storia politica nella nostra città; Chiara Appendino ha vinto le elezioni e amministrerà Torino per i prossimi cinque anni e avrà nel Pd un avversario leale ma determinato a svolgere il proprio ruolo.
Saremo tenaci nella valutazione delle proposte e dei progetti che verranno presentati con l’obbiettivo di non disperdere e vedere danneggiato quanto fatto di buono in questi anni.
Ai nostri concittadini l’impegno a lavorare per il bene della nostra comunità con serietà e dedizione raccogliendo le sollecitazioni che ci invierete utilizzando facebook, twitter e la posta elettronica del Gruppo Consiliare e, per questo, inizieremo a breve un percorso partecipati nei territori torinesi.

Il Gruppo Consiliare
Partito Democratico

Centillo (PD): Situazione canili e misure a sostegno del lavoro dei dipendenti ENPA

Situazione canili

Questa settimana ho presentato all’Amministrazione comunale un’interrogazione scritta che chiede di riferire in merito alla situazione creatasi nei canili gestiti dall’ENPA con un’attenzione particolare alle condizioni lavorative dei dipendenti, tenendo conto della procedura di licenziamento che riguarderebbe tre lavoratori dell’Ente.

Nel dettaglio l’atto chiede al Sindaco e all’assessore competente di:

– verificare se sia stata presentata al personale dell’E.N.P.A. la richiesta di riduzione temporanea dell’orario di lavoro;
– conoscere la reale situazione creatasi nei canili gestiti dall’ENPA;
– sapere quali interventi di controllo si stanno attuando, quali azioni si intendono intraprendere per la salvaguardia del lavoro, dell’occupazione e dei salari e quale misura di sostegno e/o ricollocazione per gli operatori licenziati.

Lo ha affermato Lucia Centillo, Consigliera PD Comune di Torino e Consigliera delegata Diritti Sociali e Parità, Welfare Città Metropolitana di Torino

Nomis e Muzzarelli (PD): Sei proposte per l’ecosistema Start Up

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I Consiglieri Muzzarelli e Nomis con il Sindaco Fassino durante l’incontro con le Start Up torinesi

Sei proposte per promuovere l’ecosistema torinese delle Start Up, per dare ossigeno e fiducia a un’intera generazione di nuovi imprenditori che stanno trasformando il tessuto economico e sociale di Torino.

Le proposte dei Consiglieri Fosca Nomis e Marco Muzzarelli, elaborate nel corso di una serie di incontri e confronti nei mesi scorsi, sono state condivise dalle imprese e dal Sindaco Piero Fassino, in occasione dell’incontro che i Consiglieri hanno organizzato il 12 aprile a Rinascimenti Sociali, in una sala tutta esaurita, per presentare una decina di Start Up e far conoscere il prezioso lavoro svolto dagli acceleratori e dagli incubatori torinesi.

“Le sei proposte per favorire la nascita e lo sviluppo di Start Up torinesi – spiega Fosca Nomis – si collocano nel percorso di trasformazione avviato negli ultimi anni a Torino. Qui, grazie al nostro vissuto industriale, c’è un terreno fertile per l’innovazione e l’avanguardia. Qui sono nate eccellenze italiane (cinema, televisione, arte, design, jazz, fablab, innovazione sociale, ecc.). E qui ora si sta sviluppando un’economia innovativa legata alle Start Up che può trainare la ripresa, se saremo in grado di creare condizioni favorevoli per attrarre a Torino investitori e imprenditori, in particolare tra i giovani”.

“Nel ringraziare il Sindaco per condividere le nostre proposte – dichiara Marco Muzzarelli – apprezziamo l’impegno della Città nel mettere luoghi fisici a disposizione di nuove forme di imprenditorialità e nel favorirne l’utilizzo, anche attraverso tariffe Imu agevolate per chi ospita Start Up. I nostri obiettivi sono aprire residenze per startuppers, istituire uno Sportello dedicato alle Start Up, snellire la burocrazia, rendere i dati più accessibili, promuovere – anche a livello internazionale – le nostre imprese innovative e offrire servizi della Città a condizioni agevolate. Torino può spendere le sue capacità migliori, mettendo insieme le sue competenze di innovazione e attenzione agli aspetti sociali”.

Per approfondire:

“Start Up come motore di creatività, innovazione e sviluppo di Torino – Le 6 proposte dei Consiglieri Nomis e Muzzarelli”

Aborto, diritto da garantire senza discriminazioni

Aborto

“Prendiamo atto del pronunciamento del Consiglio d’Europa che evidenzia le discriminazioni di cui sono oggetto in Italia i medici non obiettori di coscienza che garantiscono responsabilmente l’interruzione delle gravidanze nel rispetto della Legge 194.

Nell’ambito dell’organizzazione del lavoro il personale medico non obiettore vive quotidianamente le difficoltà di far fronte a questa scelta, rischiando di subire le discriminazioni rilevate dal Consiglio d’Europa.

Sul tema dell’aborto abbiamo presentato in passato una mozione, approvata dal Consiglio Comunale nel 2014, per richiedere alla Regione Piemonte di emanare atti che, nell’ambito delle competenze proprie delle Regioni stesse, garantiscano la piena attuazione e funzionamento della Legge 194/1978.

Auspichiamo che il Governo e le Regioni adottino le misure opportune e necessarie per assicurare i diritti delle donne e dei medici non obiettori, sia nei consultori sia negli ospedali, garantendo la piena attuazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza”.

Lucia Centillo, Consigliera Comunale e Consigliera delegata Diritti Sociali e Parità, Welfare della Città Metropolitana di Torino

Laura Onofri, Presidente della Commissione Diritti e Pari Opportunità Città di Torino

Centillo (PD): Psichiatria, l’interesse prioritario è la tutela dei pazienti e delle loro famiglie

Psichiatria

“Esprimo forte preoccupazione per la situazione di tensione che stanno vivendo le cinque comunità psichiatriche passate in gestione ai privati, fermo restando la necessità di procedere per superare la gestione mista delle strutture e per accreditarle in un contesto caratterizzato da difficoltà normative di cui siamo consapevoli, e richiamando il vero interesse rappresentato dalla tutela dei pazienti e delle loro famiglie.

A fronte di ragioni da chiarire, che certamente troveranno nella visita della commissione di vigilanza le prime risposte alle questioni emerse in questi giorni, ritengo che la vita dei pazienti e delle loro famiglie debba essere stabilmente ancorata alle migliori esperienze assistenziali e salvaguardata nei luoghi e nelle relazioni esistenti

Per questo il primo punto da confermare è il mantenimento nel territorio cittadino della collocazione dei pazienti, evitando forme di sradicamento e allontanamento che pregiudichino la migliore prospettiva di salute.

Si superino quindi le difficoltà esistenti sul piano organizzativo e normativo, ma si garantiscano i migliori livelli di cura e assistenza rispettando il lavoro e la passione degli operatori del settore che stanno faticosamente  garantendo la continuità assistenziale con il pieno sostegno della dirigenza aziendale”.

Lo ha affermato Lucia Centillo, Consigliera Comunale e Consigliera delegata Diritti Sociali e Parità, Welfare della Città Metropolitana di Torino.

Torino Jazz Festival, presentata in Commissione Cultura l’edizione 2016

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Il Torino Jazz Festival che avrà luogo dal 22 aprile al 1 maggio, è stato presentato dal direttore artistico Stefano Zenni questa mattina in Commissione Cultura (Presidente: Luca Cassiani).

Filo conduttore dell’edizione di quest’anno: il Jazz e le altri arti, per dare vita a una mescolanza di linguaggi con il teatro, danza, arti visive, cinema, fotografia, letteratura.

Il Festival, relativamente giovane, è già ampiamente affermato e riconosciuto tra i più rilevanti eventi europei dedicati al Jazz: un’importanza che contribuisce a promuovere l’immagine della Città di Torino a livello nazionale e internazionale.

“Torino sta diventando un importante modello culturale e gestionale: organizzatori di altri festival si chiedono come sia possibile riuscire a realizzare la quasi totalità degli appuntamenti di un evento così importante garantendo l’ingresso gratuito. I costi sono sostenuti dalle aziende private sponsor e partner del Festival, mentre a carico della Città restano solo i costi per la comunicazione”, ha affermato il direttore Zenni.

Per approfondire:

Sito Torino Jazz Festival

TGLFF, il Cinema per promuovere i diritti sociali e civili

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Il direttore del Torino Gay & Lesbian Film Festival (TGLFF), Giovanni Minerba, e il direttore del Museo Nazionale del Cinema, Alberto Barbera, hanno presentato questa mattina durante la seduta congiunta della Commissione Cultura (Presidente: Luca Cassiani) con la Commissione Diritti e Pari Opportunità (Presidente: Laura Onofri) la trentunesima edizione del TGLFF che si svolgerà presso il cinema Massimo dal 4 al 9 maggio.

L’edizione di quest’anno, sotto il claim Infiniti sensi. Precise direzioni, avrà in programma 84 film (lungometraggi, cortometraggi e documentari) tra i quali vi sono 8 anteprime mondiali, 1 anteprima europea e 56 anteprime italiane.

La cerimonia di apertura del festival, cui seguirà la proiezione Stonewall di Roland Emmerich (USA, 2015), inizierà alle ore 20,30 del 4 maggio presso la Multisala Cinema Massimo.

Le nazioni più rappresentate, con 18 film, sono gli USA e l’Italia, a cui è dedicata la sezione Km 0: gli italiani. Seguono la Germania (9 titoli), il Regno Unito, (6 titoli), Canada e Francia, (5 titoli). Tra le altre, sono state segnalate opere dall’Iraq (in coproduzione con la Germania), dal Vietnam, da Taiwan e da Cuba. Un’attenzione particolare sarà riservata a India e Tunisia.

Al di fuori della sezione Km0, gli italiani saranno protagonisti anche con il film di Veronica Pivetti, Né Giulietta, né Romeo, che affronta il delicato tema del rapporto genitori-figli, la cui proiezione sarà accompagnata da una conversazione con la regista presente al festival.

Durante il Festival saranno ricordate alcune importanti personalità artistiche e culturali recentemente scomparse; tra queste, Gianni Rondolino, con la proiezione di Un chant d’amour di Jean Genet (Francia, 1950), Ettore Scola, con la versione restaurata di Una giornata particolare (Italia, 1977) e David Bowie, del quale sarà ripercorsa la vita artistica con una selezione dei suoi videoclip.

Ha affermato il Presidente Luca Cassiani: “Il TGLFF, nell’ampia offerta culturale che la Città di Torino propone ogni anno, ha un valore aggiunto: promuove e diffonde nel mondo i diritti civili della comunità LGBT. Il Festival si è proposto di leggere e interpretare i cambiamenti sociali, politici ed economici nel corso degli ultimi trent’anni traducendoli in un momento culturale di alto profilo da condividere non solamente tra cultori e attivisti, ma rivolgendosi al più vasto pubblico possibile. Le tematiche dei film spaziano dalle lotte per i diritti civili e sociali fino all’analisi dei rapporti e delle relazioni famigliari e individuali. Superate le polemiche iniziali, oggi il Festival è diventato un appuntamento condiviso da tutte le forze politiche”.

La Presidente Laura Onofri durante l’incontro ha in particolare sottolineato l’importanza di due aspetti, in passato già anche discussi in Commissione, richiedendo attenzione da parte degli organizzatori del Festival. Il primo riguarda il tema della “cultura accessibile”, ovvero della resa accessibile dell’offerta culturale alle persone con disabilità sensoriale. Il secondo, invece, si riferisce alla possibilità di promuovere eventi culturali anche all’interno delle carceri, intesi come momenti utili per sostenere l’inclusione sociale delle persone detenute.

Il Torino Gay & Lesbian Film Festival è amministrato dal 2005 dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il patrocinio del MiBACT– Direzione generale per il Cinema, della Regione Piemonte e del Comune di Torino.

Per approfondire:

Sito TGLFF